Adesioni a Bimbì, l’accento è sui bambini. (Ri)ecco l’elenco: da zero.

27/2/2015: l’assemblea straordinaria di oggi ha chiuso l’esperimento associativo. Motivo: l’idea di “associazione” non si è rivelata rispondente a un bisogno vero. La linea e le caratteristiche del sito, che era e rimane una mia iniziativa privata, sono confermate.
@GiampRem

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Lasciamo all’arte, non a uno spot, il compito di evocare. (Gabrielle e Jean, Renoir 1895).

Ottobre 2012. Può un sito di informazione per la famiglia esistere senza inseguire audience improbabili per dare visibilità ai messaggi pubblicitari?  Al 99% no. Ma si può mettere l’accento 😉  sul restante 1%.  Può  un sito di informazione per la famiglia esistere cercando la propria sostenibilità in chi lo frequentae non in chi lo vuole usare come uno dei tanti strumenti per promuovere  prodotti? Al 99% no. Ma si può mettere l’accento 😉  sul restante 1%. Diamoci una possibilità. Questo percorso iniziato con bimbi.it il 4 ottobre 2010 può finalmente sbocciare su Bimbì, dove l’accento vuole essere ancora di più sui bambini. Il singolo genitore può decidere di “comprarsi” un’informazione libera da pubblicità versando 20 euro per un anno.

All’organizzazione Bimbì chiede uno sforzo superiore: 200 euro all’anno. E in cambio? La pagina promozionale? No. Sarebbe troppo banale, ma soprattutto sarebbe inutile. Quel meccanismo è vecchio.  In cambio vi chiediamo invece di darci una mano nel fare informazione partecipata sul sito. Affinchè il prodotto finale nel quale avrete inserito le vostre osservazioni risulti ricco, ricchissimo di spunti culturali e privo di consigli per gli acquisti. Non credete che ne valga la pena?

La domanda farà sorridere chi elabora strategie di marketing, costi contatto, impressions, eccetera… ma pazienza: non è a lui/lei chi ci rivolgiamo. Hai una scuola di musica? Allora hai la possibilità di firmare parlandoci di Mozart. O dell’ultima scoperta di qualche studio americano sul beneficio della musica sui bambini. Fai teatro? Parlaci del teatro ragazzi, perchè limitarsi a pubblicare il copiaincolla delle schede dei tuoi spettacoli (ricordatevi che chiunque può già inserire gratuitamente, per quattro volte al mese, le proprie news nell’area delle notizie autosegnalate)? Quanto della vostra ricchezza e unicità potrebbero scoprire i genitori che accedono al sito?

nasce

Insieme possiamo creare un punto di riferimento totalmente privo di secondi fini (che poi diventani i “primi”) commerciali. Che non si manifestano solo con la marchetta sul detersivo, ma anche con la convinzione ormai accettata acriticamente che solo gli argomenti in grado di catturare milioni di clic possono sopravvivere dignitosamente. E’ questa la logica commerciale che si è impadronita di tutto e che appiattisce sugli stereotipi relegando il resto ai margini. Bimbì.it non si adegua. A chi si occupa di cultura per l’infanzia conviene che esista uno spazio alternativo che riesca a farsi ascoltare. E conviene anche a genitori che al centro mettono un sano sviluppo del bambino: la creatività, la manualità, l’espressione artistica e la socializzazione devono essere il fine, non uno dei tanti mezzi (nemmeno il più forte) per ottenere un target a cui vendere batterie di pentole.

Vorremmo foste voi gli editori di Bimbì, è a voi che desideriamo rivolgerci, mettendo il bambino al centro. Se desiderate altre  informazioni scrivete a giampremchiocciolagmail.com. Se desiderate aderire potrete farlo presto con pay pal o con un bonifico. Qui il post di presentazione dell’associazione.

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