Fantasia e libertà: a ognuno il suo campus

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. Vorrà pur dire qualcosa se ai primi di maggio i turni dei campus estivi di Italia Nostra al Boscoincittà sono già pieni, salvo la settimana superstite di fine agosto, per giunta nella sola fascia 12/14 anni. E se la stessa cosa succede con le Settimane Verdi al Parco Nord, dov’è rimasto qualche buco in giugno e luglio e poco di più in agosto. C’è tutta l’ansia di libertà di una generazione in apnea casalinga da mesi, in queste evidenze. Non solo. La voglia di riprendersi l’infanzia si somma al concretissimo problema della collocazione dei figli alla fine della scuola. A questo mix di bisogni la città risponde con un ventaglio bello ricco di proposte, che si affiancano ai centri estivi istituzionali organizzati dalle scuole e a quelli degli oratori. I provvedimenti restrittivi sono sempre in agguato, tutto può cambiare domani, ma ormai la Milano dei bambini ha accettato la sfida di muoversi nell’incertezza. Alla Cascina Cappuccina di Melegnano, ad esempio, la cooperativa Praticare il Futuro (praticareilfuturo.wordpress.com) dedica un campus all’educazione ambientale: i piccoli giocano nel frutteto, curano gli asini, coltivano l’orto e imparano il significato del riciclo. Il campus è anche l’occasione per conoscere l’agriscuola “Tra bosco e fiume”, un progetto per i bambini di 6/7 anni che integra la proposta già attiva di agriasilo per i piccolissimi di 3/5 anni. E’ all’aperto anche la proposta dell’associazione Campacavallo alla Cascina Campi, zona Trenno, dove c’è anche uno chapiteau per imparare le arti circensi e provare l’ebbrezza dell'”equitazione affettuosa”. Campacavallo offre anche l’alternativa di un soggiorno settimanale a Bobbio, un antico borgo sulle colline piacentine, in Val Trebbia, dove rilassarsi con attività artistiche e passeggiate nei boschi. Da provare, prima o poi, l’offerta della coop Koiné in quel contesto dalle atmosfere medievali che è Chiaravalle. L’abbazia e il Mulino regalano suggestioni: si gioca senza soluzione di continuità in giardino e nel pratone dell’abbazia, si cura l’orto, si entra nel bosco dei Monaci che vivono lì e si partecipa ad attività espressive. Oltre ad essere ricca per numero, l’offerta di campus milanese si distingue anche per l’eterogeneità. Tanto che, al netto di difficoltà logistiche, non sarebbe male alternare esperienze orientate all’esplorazione della natura ad altre a carattere prevalentemente espressivo. Come quella dell’Accademia del Teatro alla Scala, pensata per accompagnare i bambini e i ragazzi di 6/14 anni alla scoperta del teatro musicale. Giocando, s’imparano le basi dell’espressione corporea e del movimento nello spazio scenico, della musica e del canto, del trucco e della scenografia, oltre che dei costumi. E il tutto si lega a quattro celebri opere, una per ciascuna delle quattro settimane previste. Ma ci sono ci sono altre proposte intriganti, come quelle di AD Artem, che punta forte su fumetto e fotografia per i campus all’Oratorio della Basilica di San Lorenzo. Il vicino Parco delle Basiliche, poi, è una buona sede per il picnic in pausa pranzo. Anche il Museo Diocesano sceglie la fotografia, con Ambarabart a coordinare le attività. Ambarabart cura anche il campus di Casa Testori, new entry 2021 nel panorama dei campus. Buona anche la rappresentanza di proposte dal taglio sportivo. Quelle del Quanta Village sono ormai una tradizione. Confermato anche il braccialetto Bluethoot MT-1 che vibra quando la distanza tra i bambini scende sotto la soglia di sicurezza. Benvenuti ai campi estivi nel tempo del Covid. Tanto sport, infine, anche negli spazi di Zero Gravity. I primi turni settimanali iniziano il 9 giugno. Alcuni proseguono anche in luglio e agosto, fino all’inizio della scuola. I costi vanno dai 140 (solo il Boscoincittà è sotto questa soglia) ai 260 euro.

GiampRem