Un concorso per la città alla Fondazione Triulza

Plastico “Dal sogno alla realtà”


Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica.
Sono passati appena sei anni dai giorni dell’Expo, eppure i flash degli assembramenti sul decumano sembrano provenire da antiche era geologiche. Ma il virus non ha affatto addomesticato lo slancio di quei giorni. Fondazione Triulza è ancora operativa nel sito, che nel frattempo è stato ribattezzato Milano Innovation District (MIND), e lì ha dato vita a un’Academy per la realizzazione di iniziative nel segno dell’innovazione sociale e ambientale. La notizia è che in quella palestra di pensiero tutti i cittadini sono chiamati a dare il proprio contributo. A partire dai bambini, dagli adolescenti e dagli universitari. Servono idee, certo, ma per delineare i contorni della città di domani serve ancora di più “sentirsi” cittadinanza attiva. Poi c’è bisogno di immaginazione e concretezza. I bambini delle primarie e delle secondarie di primo grado le stanno mettendo in campo nel concorso “A city in MIND“, aperto alla partecipazione delle scuole fino al 10 maggio. In palio ci sono nove mila euro. Il tema è “Salute e benessere nella città del futuro”: si tratta di ideare soluzioni per armonizzare le dimensioni economica, sociale e ambientale e per indirizzarle verso uno sviluppo sostenibile. Nelle scorse edizioni sono arrivate tantissime idee: nella “Sfera dei bisogni”, ad esempio, i bambini di una terza elementare di Rho (Istituto S. Carlo e S. Michele) hanno creato un libro illustrato individuando nel giusto equilibrio tra uomo e ambiente il bisogno principe di una città futura. Una seconda media di Milano (Istituto Ilaria Alpi) ha allestito un plastico che riproduce anche un parco senza connessioni wifi: una città futura, secondo loro, deve avere anche un’area dove socializzare di persona e senza distrazioni. Lo scorso febbraio è toccato agli adolescenti delle secondarie di secondo grado e agli universitari, con l’edizione 2021, forzatamente on line, dell'”Hackathon Social Innovation Campus”. Sono arrivate proposte di utilizzo della tecnologia come strumento per attivare comunità su temi ambientali e sociali. Come “TimeUp #socialdetox”, un’app che stimola la socialità “dal vivo”, e “GreenCity, un progetto per combattere la minaccia alla biodiversità.

GiampRem