Facciamo una Teencity?

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. La scelta controcorrente che non t’aspetti è quella di un progetto che incoraggia il senso di appartenenza degli adolescenti alla propria comunità locale. Non in quanto “tribù”, però, ecco la freschezza culturale, ma per il senso di responsabilità che questo comporta. Il progetto si chiama “Teencity” ed è a cura dell’assessorato all’educazione del Comune di Milano, che lo sta attuando in collaborazione con diverse associazioni del Terzo settore, attive su tre territori “difficili”: i quartieri Baggio, Stadera e Loreto/Venezia. E’ lì che ha preso il via la sperimentazione. L’idea consiste nell’offrire ai ragazzi di 11/18 anni un ciclo di attività ad ampio raggio, che spaziano dalla promozione del benessere psico-fisico (ad esempio sport e musica) alla cura delle relazioni e del territorio, dallo sviluppo di idee imprenditoriali ai microinterventi di riqualificazione urbana, per arrivare a confronti aperti tra esponenti di diverse generazioni e diverse culture. Obiettivi: prevenire la microcriminalità attraverso il dialogo e la condivisione di percorsi. In presenza, covid permettendo, altrimenti on line. La rete del resto gioca un ruolo di ruolo di primo piano: le attività di web marketing finalizzate alla valorizzazione di associazioni e attività commerciali di zona sono solo uno dei diversi esempi. “Teencity” ha appena preso il via, ma dura fino al 30 novembre, quindi i ragazzi possono ancora salire a bordo. Si calcola che in tutto ne saranno coinvolti circa 400. Quelli del quartiere Stadera devono riferirsi alle cooperative sociali “Zero5”, “Lo Scrigno” e “Piccolo Principe”: il loro attivismo troverà una sponda preziosa nel blog “Il Muro”. A Baggio   il referente è il Consorzio SiR – Solidarietà in Rete. Oltre ai laboratori digitali, sono allo studio azioni di formazione rivolte agli adulti: l’idea è di insegnare i linguaggi dei nativi digitali per favorire il dialogo. Infine nella zona Loreto-B.Aires-Venezia si punta forte su attività come il cyberbullismo, la dispersione scolastica e l’integrazione culturale. Gli interessati devono contattare le coop sociali “Spazio Ireos” e “Progetto Integrazione”, l’associazione Pollicino o il Centro Crisi Genitori Onlus.

GiampRem