Una diversa idea di bellezza

Da sinistra: immagini di repertorio © Veneranda Fabbrica del Duomo, La Grande Fabbrica delle Parole e Spaziopensiero (assemblea di municipio dei ragazzi)

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. Quanto è diversa la modalità bambina di vivere e narrare Milano. Prendi Samir, giovane milanese della quinta A di una scuola alla Barona. Se gli chiedi raccontare il luogo della “sua” Milano, lui sceglie la fermata della 74, perché in fondo gli piace star lì a far due chiacchiere con Cristiano e Cesare. Vuole scrivere bene. Riporta dettagli dettagli cromatici, come il blu della fermata, l’arancione e il verde dell’autobus. E poi fa un disegno di due bei sorrisi in attesa. Samir è uno dei quattrocento bambini tra i 6 e i 10 anni che hanno aderito ad “Andata/Ritorno“, il progetto attraverso il quale La Grande Fabbrica delle parole e Fondazione De Agostini chiedevano di raccontare otto periferie di Milano. La pandemia ha frenato le uscite sul territorio e complicato le mostre nelle scuole, ma per fortuna c’è il web: tra il 2019 e il 2021 saranno mille i bambini coinvolti e quasi metà delle opere è già on line. Leggerle rivela una Milano tanto inconsueta, quanto autentica. Con gli occhi dei bambini, ad esempio, la 74 va più forte della 31 e infatti Nicolas scrive che grazie a lei ha potuto conoscere il “grandissimo parco, con molti alberi” della Barona. Mattia invece no, lui ha preferito un classico intramontabile: il campetto dell’oratorio. Pazienza se non fa “chic”, quello che conta è l’indimenticabile 5-2 di quel pomeriggio al Santa Bernadetta di via Boffalora, con lui a difendere la porta (“ma me la cavo anche fuori”). A Mattia il campetto manca persino quando va al mare. E poi ecco il parrucchiere G.B. e la gelateria Misciolgo alla Bovisa, il parco e la panchina di via Calabiana al Corvetto. I parchi sono un po’ ovunque. Il Trotter nella zona di via Padova raccoglie un plebiscito.

Panchina al Parco – Grande Fabbrica delle Parole
la fermata della 74 – Grande Fabbrica delle Parole

“Parchi e cortili sotto casa, come gli oratori (indipendentemente dall’appartenenza religiosa) e le botteghe storiche del quartiere sono i luoghi che i bambini hanno nel cuore – dice Francesca Frediani, responsabile de La Grande Fabbrica delle Parole, una realtà nata per rendere accessibile la cultura a tutti, nessuno escluso – . Il loro sguardo ci distoglie dai luoghi che notiamo come adulti per insegnarci che la “loro” città è fatta di posti in cui le vite possono intrecciarsi”.

Stessa linea c’è Alessandra Rampani, vicepresidente di Spaziopensiero, la onlus che dal 2015 porta avanti il progetto “Pensieri bambini” (per Fondazione Cariplo – La città intorno). L’idea era di coinvolgere i bambini dei quartieri Adriano, Padova e Corvetto per comprendere, attraverso i loro testi, quali fossero i luoghi significativi e come migliorarli.

“Per un bambino la qualità del luogo è determinata dalla qualità della relazione”

sintetizza con efficacia Rampani. Tra i tanti testi raccolti è emblematico, per la concentrazione di diversi ingredienti, quello del bambino di nove anni che descrive l’oratorio Gesù a Nazaret, periferia nord. Ci sono la condivisione con gli amici, c’è il gioco e c’è l’indicazione del marciapiede rotto. Spaziopensiero ha permesso che i bambini potessero segnalare i propri rilievi nei “Patti di collaborazione“, cioè gli impegni finalizzati alla cura di uno spazio comune, assunti in modo condiviso tra cittadini, associazioni e Comune di Milano. Il marchio di Spaziopensiero è la trasformazione della narrazione in strumento di azione.

un laboratorio di ConsigliaMI Spaziopensiero
uno dei pensieri dei bambini (Spaziopensiero onlus)

Succede anche in “ConsigliaMi“, i Consigli di Municipio dei Ragazzi/e che la onlus realizza in collaborazione sempre con il Comune. Se lasciati vagare liberamente, gli occhi dei bambini si soffermano su una Milano a cui difficilmente un adulto farebbe caso. Ma esistono progetti che quello stesso sguardo sanno dirigerlo, con la dovuta gentilezza, su luoghi simbolo della città.

Dai Servizi Educativi della Veneranda Fabbrica del Duomo ecco un tassello che rinforza l’eterogeneità dell’offerta culturale milanese per l’infanzia.

foto dal sito del Museo del Duomo

 C’è una cattedrale da scoprire insieme, da conoscere nei suoi infiniti dettagli per poi divertirsi a riprodurli, quei dettagli, in diverse modalità espressive. Disegni, sculture, persino il cartone con cui costruire un arco gotico in casa… Sabato 6 febbraio alle 15,30, ad esempio, si zooma sul Grande Organo. Tocca pagare pegno al virus, quindi le visite saranno on line ancora per un po’, ma intanto il Maestro Emanuele Vianelli, primo organista del Duomo, racconta le peculiarità di questo strumento che, con le sue 15.800 canne è il secondo più grande d’Europa. Poi il 14 seguiranno “Gli animali fantastici” da scovare tra i doccioni e il 28 le vetrate da ammirare e da ricostruire con la carta da forno. Tutte le opere dei bambini andranno sul sito. Conoscere e riprodurre il patrimonio culturale della città fa sentirsi “milanesi” indipendentemente dall’età e dal Paese di origine.

GiampRem