Milano clown festival 2020

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. Difficile che l’assembramento di emozioni, coraggio, autenticità, irriverenza, amore e allegria che sfilano nello sguardo di un clown possa intenerire il Covid. La poesia resta una questione troppo umana, che vuoi che capisca un minuscolo punta spilli grigio e rosso che l’umanità la vorrebbe soffocare. A febbraio il microbo si è preso Milano, rendendo impossibile la quindicesima edizione del Milano Clown Festival, ma adesso i clown se la riprendono lanciando una “Special and limited edition” di tre giorni (16,17 e 18 ottobre). Faranno rumore i novanta tra artisti e compagnie di nuovo circo, negli spettacoli distribuiti in una dozzina tra cortili, giardini e piazze, all’Isola. E tutto sarà rigorosamente all’aperto, anche il circo al cavalcavia Bussa e quello nell’area pedonale di via Toce. Clown e saltimbanchi non possono sconfiggere il virus, ma possono scheggiare  il guscio di vetro nel quale Milano si è infilata per proteggersi, col rischio però di anestetizzarsi. Niente a che vedere col distanziamento, la mascherina e la giusta attenzione. Il guscio milanese è qualcosa che arriva da molto più lontano, se è vero che Dario Fo già negli anni ’80 sosteneva che Milano ha un gran bisogno di clown e saltimbanchi.  Maurizio Accattato, clown e direttore artistico del MCF, ha debuttato con lui nell’87 e l’ha preso in parola.

“Con il Pronto Soccorso Clown (PIC) interveniamo dovunque ci sia disagio e chiusura in se stessi. Bambini, adolescenti, anziani. Un sistema basato sulla velocità del consumo e sull’illusione di ottenere così la felicità crea un vuoto: il Covid lo ha solo reso visibile. Anni fa sono stato dai malati di Alzheimer: loro non ricordano, però sanno emozionarsi molto più di noi. E allora chi è davvero malato o sano?“.

Dal MCF arriva forte la suggestione  che sia tempo di rinascita, più che di ripartenza. Si vedranno quattordicenni interpretare canzoni di Fo, Gaber e Jannacci e si vedranno le Brigate Volontarie per l’Emergenza, sostenute da Emergency, quelle dei 500 volontari che portano assistenza e animano i cortili con la voglia di portare gioia alle persone. Eccola la Milano che rinasce.

GiampRem