Storie di orti e di piante da favola

Via G. Bovio 5, 16-28 giugno ore 16 e ore 17,30. Max 30 spettatori divisi in due gruppi. Prezzo simbolico 1 euro, su prenotazione a prenotazioni@teatrodelburatto.it  

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. E venne il giorno in cui le storie uscirono dagli schermi dove il virus le aveva confinate. Sembra il il finale di un racconto e invece succederà davvero, da martedì 16 a domenica 28 giugno in quella cattedrale delle storie che è il Teatro Bruno Munari. Certo in questi mesi ci sono state le fiabe raccontate (forzatamente) on line, ma vuoi mettere l’emozione di entrare in un vero teatro e vederli lì, gli attori in carne e ossa, che recitano per te? Con la pazienza che hanno dimostrato, i bambini meritano queste “Storie di orti e piante da favola”, un progetto estivo del Buratto che, pur condizionato dall’emergenza sanitaria, rappresenta un passo verso la normalità. Si tratta di un percorso spettacolo per i piccoli di 4/10 anni e famiglie composto da installazioni artistiche a tema botanico, narrazioni e sorprese teatrali, più un’attività creativa finale (a cura della coop EST). Fantasia e sicurezza si prendono a braccetto lungo un percorso itinerante tra i giardini, il foyer e le sale teatrali. Una volta in teatro, la modalità più “giocata” lascerà spazio al racconto teatrale vero e proprio. I gruppi di max 15 persone sono guidati da due attori lungo il filo conduttore della conoscenza della natura e dei suoi ritmi. Così l’orto diventa un luogo protetto per crescere e il giardino una tavolozza di colori ricca di ispirazione per chi la sa osservare. Riecco la potenza evocativa del teatro, insomma, con la sua capacità di liberare l’immaginazione dei bambini, ma anche con la crisi di questi giorni così duri.

Confidiamo in un un’alleanza con la famiglia e la scuola – dice Renata Coluccini, responsabile delle stagioni ragazzi del Buratto e membro dell’esecutivo di Assitej Italia –. Sappiamo quanto il teatro può fare per elaborare un vissuto, per ricreare un tessuto sociale e un immaginario, per azzerare le differenze sociali e  rimettere al centro il corpo  e la relazione.

GiampRem