Dal touchscreen alla realtà

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. Che la noia sia foriera di creatività è la sorprendente rivelazione che ogni bambino, prima o poi, è destinato a ricevere: Salvo confinarla nel rimosso crescendo. Eppure è solo in presenza di quella sfida impossibile, vincere la noia, che persino un mazzolino di margherite recuperati in giardino può regalare un pomeriggio di creatività. Lo sa bene Beba Restelli, che nel 1980 ha inventato il primo “Laboratorio”, cioè quel luogo dove i bambini sperimentano e imparano attraverso un “fare” che sa di gioco. In giorni di emergenza sanitaria i suoi suggerimenti sono preziosi per famiglie destabilizzate dalla chiusura delle scuole e da bambini che si ritrovano con un tempo vuoto al quale non sono abituati. Da stretta collaboratrice di uno dei massimi artisti e designer del Novecento, Bruno Munari, Beba non l’ha dimenticato: la noia va colta come un’opportunità, quasi come un diritto per i bambini. Una volta spenti i device, che quel diritto finiscono per negare, ecco il consiglio numero 1, dedicato i genitori di un bambino molto piccolo:

Andate alla ricerca in casa di materiali come pelliccia sintetica, ovatta, spugna, corda, fili, materie plastiche, carta di giornale, carta velina, stoffa, eccetera. Poi cercate una scatola, riempitela con quei  materiali e  praticate due fori sui fianchi, in modo che passi la manina. Lasciate che il bambino tocchi, manipoli. Quel tempo non è perso, è prezioso! Lasciategli scegliere il materiale preferito: lo dovrà incollare sui fogli bianchi precedentemente predisposti per creare un  libro tattile.

Quanti di questi svaghi sono stati sradicati dall’intrattenimento dagli schermi? Qual è il prezzo che pagano i piccoli? Anche il genitore più radicalmente iperconnesso potrebbe chiederselo mentre pratica insieme al bambino (non è un dettaglio, la parola “insieme”) un’altra idea di di Beba:  realizzare un diario dei sentimenti, concepito per colori.  

In questo caso – spiega – bisogna costruire un diario con la forma di una scacchiera: su un lato i sette giorni della settimana, sull’altro le settimane del mese. Ogni casella sarà poi riempita di colori che racconteranno lo stato d’animo del bambino”.

Il diario si presta a numerose varianti. Può ad esempio contenere pagine bianche e pagine nere,  per diventare un libro che alterna le emozioni del giorno e della notte.

“Puntate sulla didattica delle domande: cosa ti fa venire in mente il buio? Con le domande si aiuta il bambino a esprimere i propri stati d’animo, anche quelli negativi da esorcizzare. Scegliete carte diverse: i materiali hanno un forte potere evocativo.  E ogni giorno serve una variante per garantirsi  l’effetto sorpresa”.

Questi e altri suggerimenti, Beba Restelli li ha pubblicati in “Giocare con tatto. Per un’educazione plurisensoriale secondo il Metodo Bruno Munari” e “I bambini autori di libri. Il Dal touchscreen alla realtàgioco delle pieghe secondo il Metodo Bruno Munari”, (Franco Angeli). Altre informazioni su www.laboratoriobebarestelli.it 

GiampRem