Rigoletto formato ragazzi

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica.  I bambini che garbatamente si allietano assistendo a un’opera lirica sarebbero bambini così ispirati da ricordare quelli “fake” delle pubblicità. Ma se è improbabile che un giovanotto di tre, quattro, cinque, o sei anni,  faccia un educato capriccio perchè c’è il “Rigoletto” e lui ci vuole assolutamente andare, tutto diventa possibile se quel “Rigoletto” è parte del progetto “Opera education” di AsLiCo. I numeri non sono tutto, ma se questo percorso musicale ha coinvolto negli anni 150 mila famiglie, 140 mila studenti futuri melomani e 7 mila insegnanti, su un totale di 289 spettacoli, qualcosa vorrà dire. Per esempio vuol dire che gli spettacoli si ispirano sì a un’opera lirica, ne riprendono le arie, ma non durano certo quattro ore. Oppure vuol dire che c’è sì un collegamento con l’opera originale, ma che il tutto viene ricondotto a misura di bambino. Il quale bambino partecipa, canta, interagisce con gli interpreti e intraprende, così, un percorso potenzialmente sconfinato di conoscenza e di piacere. Lo spettacolo di sabato 15 febbraio (Teatro Franco Parenti, ore 16,30) s’intitola “Il guardiano e il buffone, ossia Rigoletto (che ride e che piange)” ed è tratto dall’Opera di Giuseppe Verdi. La trama vede il fascinoso visitatore di un museo parlottare con dei giocattoli rinascimentali, che sembrano incredibilmente rispondergli. Lui è convinto di essere il Duca di Mantova  e dichiara di essere pronto a tutto per per completare la sua collezione di giocattoli con il pezzo più prezioso: la bella Gilda.  Poco dopo, dall’altra parte del Palazzo, un vecchio e goffo giocattolo vestito da pagliaccio chiede aiuto al guardiano: vuole proteggere sua figlia da una minaccia. Lei si chiama Gilda, lui si chiama Triboletto.  Il richiamo a Verdi c’è e può persino servire ad affrontare temi didattici come la lotta al bullismo. Il progetto conferma che i bambini possono approcciarsi a campioni di una cultura “adulta” se questa si sforza di parlare la loro lingua riuscendo a non snaturarsi, o peggio,  a banalizzarsi. Nel contenitore “Opera education” l‘Associazione Lirico Concertistica insegue da anni questo delicato equilibrio in sei percorsi differenziati a seconda dell’età: da “Opera Meno 9” per le mamme in attesa fino a “Opera smart” per i giovani dai 14 ai 30 anni.

GiampRem