C’era una volta Munari

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. Nel tempo in cui la genialità non era un’illusione alla portata di un qualunque influencer, Bruno Munari inventò le “Sculture da viaggio”, opere leggere da mettere in valigia per sentirsi a casa anche in un’anonima stanza d’albergo. Qualche decennio dopo la Fondazione Arnaldo Pomodoro ripropone questa intuizione in uno dei due laboratori di domenica 9 febbraio: quello del pomeriggio alle 15. L’abusatissimo termine “laboratorio”, pigramente associato a qualsiasi attività che  riguarda l’infanzia, torna qui al suo significato Munariano, cioè l’unico autentico: un luogo di creatività, di conoscenza, di scoperta e di autoapprendimento, attraverso il gioco e il fare. Con Cristina Bortolozzo, operatore certificato Metodo Bruno Munari®, le “Sculture da viaggio” diventano quindi un pretesto per un momento da dedicare a se stessi. Per affrancarsi da ogni connessione e per concentrarsi sulla manualità. Che tradotto significa confidare nell’azione delle mani che creano un’opera, in una pura dimensione di gioco e quindi nell’assenza di ansia da prestazione. Niente viralità, niente like da inseguire. Solo il puro godimento creativo del momento. Roba che farebbe bene anche agli adulti e infatti è prevalentemente a loro, ai “grandi”, che è rivolto il laboratorio pomeridiano. Solitamente è proposto alle scuole medie quindi, pur essendo  quella di domenica un’esperienza pensata per gli adulti, resta comunque alla portata di ragazzini dagli 11 anni. Tutto il contrario della mattina, quando si tratterà di darsi da fare con le “Forme in natura”. Lì saranno proprio i piccoli (6/11 anni, ore 11) a essere trainanti. C’è da scoprire la forma della coda di un cavalluccio marino e il profilo di una medusa. E poi ci sono da immaginare ricci di mare e tavole di legno levigate dalle onde, spugne e conchiglie. Il mare è ricco di doni e bellezze e può essere divertente comprendere come sono fatte e come si possono costruire.

“Le attività di laboratorio – spiegano gli organizzatori – sono il risultato di un’attenta progettazione, di un’unione tra gioco, tecnica e regole, che permette loro di esercitare così un pensiero creativo e mai ripetitivo”.

C’è anche un sorprendente collegamento con Arnaldo Pomodoro, tutto da scoprire.

GiampRem