Anno nuovo, stessa partita

Dal 29 aprile al 5 maggio 2019, oltre 150.000 persone sono rimaste disconnesse per la Screen Free Week, promossa dal Campaign for a Commercial Free Childhood, l’organizzazione americana attiva nella difesa dell’infanzia dall’aggressività del marketing pubblicitario e dalla proliferazione degli schermi. Famiglie, amici, insegnanti, vicini e intere comunità in 49 Stati, 24 Paesi di (quasi) tutti i continenti hanno trascorso una settimana di esplorazione e gioco pratico. Per una settimana queste persone hanno trovato nuovi modi per connettersi tra loro. Fatte le debite proporzioni, è quello che abbiamo fatto qui con i pochi che hanno voluto aderire all’invito a staccarsi da facebook qualche giorno. Non con intento punitivo, ma per abituarci a pensare che siamo noi a dover gli usare gli “strumenti” tecnologici e non viceversa. Non lo darei per scontato…

E poi c’è altro.

Con una campagna di due anni, il CCFC ha contribuito a limitare la raccolta dati di minori da parte di Youtube e al divieto per quella piattaforma di pubblicare annunci personalizzati sui video per i bambini. Insieme al Center for Digital Democracy, il CCFC sta inoltre “aprendo la strada nel promuovere politiche che proteggano i bambini dal marketing predatorio, verificando che le normative esistenti vengano effettivamente applicate“.

Anche stavolta questo impegno mi è parso il modo più attuale e più efficace per promuovere i Diritti dell’Infanzia. Primo tra tutti il Diritto a un’immaginazione liberata da trappole pubblicitarie, sempre meno riconoscibili e sempre più insidiose dentro uno schermo.

Quindi ho deciso di dare ancora il mio contribuito di 20 dollari (perchè non lo fate anche voi?).  E poi ho stabilito di continuare, per quello che sarà possibile, con chi avrà voglia di esserci e senza pensare troppo al traguardo, a remare nella direzione giusta anche da questa parte dell’oceano, anche per il 2020.

GiampRem