Vieni a brindare con duemila giochi al Museo del Giocattolo e del bambino

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. La notizia è di rilievo per chi confida nella vitalità della cultura per l’infanzia: il mese di dicembre si apre con la festa per il trentesimo compleanno del Museo del Giocattolo e del Bambino. C’è anche una data ufficiale: domenica 1 dicembre. Sembra una goccia qualunque, pescata dalla quotidiana alluvione di news che ci attraversano senza radicare, ma basterebbe un’unica visita in quelle sale per realizzare che in questa ricorrenza c’è di più. Intanto, l’occasione di passeggiare tra le vetrine esiste davvero. Il titolare Alessandro Franzini la regala proprio domenica in due fasce orarie: alle 17 ai bambini dai 6 anni, con una merenda (senza prenotazione), e alle 18,30 agli adulti, per brindare con un Prosecco (su prenotazione). L’invito è esteso a tutti, ma in particolare a chi individua un valore nei trent’anni di ricerche che significano trecento anni di giocattoli in esposizione. Perché la visita al Museo del Giocattolo è proprio questo: un viaggio lungo tre secoli di sogni, meraviglia, svago e divertimento dei bambini. I duemila giocattoli sono esposti a rotazione. Dalle bambole di metà Settecento ai primissimi videogiochi “Pong” degli anni 70/80. Probabile che qualche adulto ritrovi sensazioni della propria infanzia. C’è la ricostruzione di un’aula deamicisiana, che sembra uscita dal libro “Cuore” ed è composta da arredi risalenti a fine Ottocento, primi Novecento. C’è il grammofono degli anni ’20 che fa cantare “La bella lavanderina” ai bambini di oggi esattamente come lo faceva cent’anni fa. Sono le modalità di giocare che si aggiornano… non il bisogno del gioco, che invece è sempre quello e quindi può legare come un filo immaginario esperienze lontanissime nel tempo. Cormano accoglie un patrimonio culturale che nasce da una storia fatta di passione e di ricerca.

Perché un conto è aprire un Museo di Giocattoli grazie a un’enorme improvvisa donazione – dice Franzini -. Altra storia è andare a cercarli e amarli uno a uno.

Come hanno fatto per tre decenni lui e il padre Paolo. La componente storica e culturale si mescola sempre alle attività ludiche che coinvolgono i bambini. Domenica 8 dicembre, per esempio, si costruiscono casette di Babbo Natale da portare a casa, usando scatole di cartone come quella delle scarpe. Domenica 15 ci si traveste da efi per  costruire insieme i regali di Natale. Poi ancora domenica 22 si va alla scoperta della storia, buffa o triste, di ciascun giocattolo. Durante le festività apertura fino al 22, poi dal 26 al 29 e dicembre, 1 gennaio e dal 4 in poi. Il Museo ha una sede anche a Santo Stefano Lodigiano.

GiampRem