Percorso per crescere al Muba

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. Non esiste una ricetta per eludere disagi o solitudini e nemmeno per comprendere tutti i cambiamenti che la crescita porta con sè. Però una buona educazione sentimentale può dare una mano.  Su questo tema, nuovo e proprio per questo intrigante, il Muba ha costruito un percorso artistico rivolto a bambini e ragazzi di 9/13 anni, che inaugura sabato 26 e domenica 27 ottobre alle 10. Si chiama “Cuori impreparati” e stavolta persino il fatale anglicismo (“Unprepared Hearts”) acquista un senso, essendo il progetto di carattere europeo. Il Muba ha infatti lavorato con gli omologhi Cechi del Sladovna Pisek e con i rumeni dell’associazione Da’DeCe. Con loro, il linguaggio espressivo diventa un “mediatore di contenuti”. Il primo lavoro d’artista   è proposto dal Muba stesso e ideato e condotto da Coquelicot Mafille: l’atelier dei “Sentimenti ricamati” si apre con una pioggia d’immagini che provoca suggestioni, cui segue lo stimolo a tradurli tutti in parole, quei pensieri e quelle emozioni. Non è per niente un dettaglio. Anzi, è una sorta di alfabetizzazione dell’affettività che, se allenata a dovere, nell’epoca del flusso non-stop di immagini  e persuasioni varie, diventa preziosa per la formazione (o coscienza) del proprio senso critico. Successivamente si passa alla creazione di una propria opera con le tecniche del ricamo. E anche qui si individua un pensiero. Non si ricama  a caso, ma si ricama dopo aver alfabetizzato una suggestione. L’opera che dovrà rappresentare se stessi, o la propria interpretazione del mondo esteriore, risulterà più autentica perché nascerà dopo aver “compreso” l’emozione vissuta. Come spesso accade con le proposte del Muba i posti disponibili sono limitati, ma chi si trovasse escluso potrà riprovare a ricamare sentimenti sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre. Sempre a dicembre (4, 5 e 6) seguono rumeni di Da’DeCe con “Unspoken of”, in cui un artista e un educatore culturale immaginano tutti gli stadi della crescita e la percezione del proprio corpo.  Il progetto si chiuderà a marzo con “Seven Vallies”, un esperimento teatrale partecipato progettato da Sladovna Pisek insieme ai pratesi della compagnia TPO.

GiampRem