Margherita, luglio 2019

Milano, luglio 2019

Ehi Margherita! Che si dice nel 2519?

 Procedono le tue ricerche archeologiche? Mi dispiace veramente che sei lontana 500 anni. Qui? Beh, qui è un disastro: per farti leggere devi per forza usare i social… cioè devi rafforzare chi distrugge l’attenzione, chi costringe alla gratuità dominando il mercato pubblicitario, chi crea dipendenza dal consenso, chi premia finanziariamente la polarizzazione invece del dialogo. Tutte cose già dette mille volte. E proprio di questo aspetto del Medioevo volevi dirti, stavolta. La sensazione che tutto sia già stato detto. Mettilo nel tuo studio sull’epoca buia. Anche a proposito del rapporto tra bambini e pubblicità e del rapporto tra bambini e schermi, certo. Si sa, si scrive, si legge… ma non perchè si pensi che saperlo, scriverlo o leggerlo  serva a qualcosa. 

In fondo non gliene frega niente a chi si limita a scriverlo senza praticare un’alternativa. Senza “essere” il cambiamento che auspica. Non gliene frega niente a chi legge, perché quattro secondi dopo l’indignazione su facebook c’è il post successivo. Non gliene frega niente a chi condivide, non gliene frega niente a chi contesta. Qui nel 2019 le parole non sono più un fine, ma un mezzo.  Servono esclusivamente a cercare di essere virali. Cioè ad accendere un riflettore su si sé. Una luce inutile, illusoria, del tutto individuale, che non cambierà niente e anzi rafforzerà la dipendenza. Resta la via del silenzio, certo. Nel 2519 saprete già tutto… vista da qui, con tutti i limiti, sembra sempre più inevitabile.

GiampRem

Un’idea concreta contro l’eccesso di esposizione dei bambini agli schermi?

Iniziamo a staccarci noi adulti

Diamo l’esempio