Clown per un giorno

28/09/2019 h. 22: ATTENZIONE CAUSA ONDATA DI CALDO ECCESSIVO, IL MCF DAY E’ RIMANDATO AL 14 LUGLIO CON GLI STESSI ORARI

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. Non c’è una regola che impedisce di consumarlo come un “evento”. Ma per apprezzare davvero il Milano Clown Festival, quello non è l’approccio migliore. Anche nella sua versione “Day”, il Festival nato nel 2006 dall’intuizione di Maurizio Accattato resta lo stesso mix di sorrisi e poesia, di amore, divertimento e passione, che nei giorni di Carnevale conquista i bambini. Il singolo “Day” di questo inizio d’estate è domenica 30 giugno e il luogo è il Carroponte. Dalle 10,30 fino a sera, l’area ex Breda diventa un raduno di spettacoli di clown, di compagnie di nuovo circo e di artisti di strada. Ci sono anche “lezioni” all’aria aperta tenute da cattedratici piuttosto insoliti. Decisamente la loro Scuola di Circo non assomiglia alla scuola appena finita. Intanto perché le “lezioni” di domenica saranno aperte a tutti, bambini e adulti. Chiunque potrà frequentarle scegliendo la propria area tematica (giocoleria, acrobatica e clown), per poi meritarsi un ruolo da protagonista nello spettacolo finale. Nulla vieta di andarci come si va a un evento, però  il “Milano Clown Festival – Day” resta lo stesso un’altra cosa. Moriss, nome d’arte di Maurizio Accattato, continua anche stavolta nel suo piano per niente segreto di clownizzare la città. Obiettivo: riportare a una dimensione più autentica (e umana) i suoi abitanti, sempre più estenuati dall’inseguimento di modelli troppo seriosi.

Rispetto a un tempo ne incontriamo tanti che fanno più fatica ad accettare chi è diverso,  che rimuovono senza prendersi il tempo per conoscere. Abbiamo tanti sorrisi per loro. Li stupiremo con il clownpower.

Quindi la vera notizia per le famiglie milanesi è che domenica a Carroponte, in fondo, ci si sorprende: gli operatori del Pronto Intervento Clown (PIC), nelle loro divise bianche da infermieri del buonumore, guariscono con poetici sorrisi i casi più seri. Cioè chi si prende troppo sul serio. Almeno per un giorno, tornando a casa, quello sembrerà “essere buffi”.

@GiampRem