Report (Rai3): assitenti vocali… o spie?

La puntata di Report del 25 marzo ha indagato gli effetti della diffusione degli assistenti vocali: quegli strumenti tecnologici, dal nome di donna (Alexa, Siri, Bixby), che sembrano domestiche gentili. A Report hanno fatto una considerazione: ma se rispondono alle nostre domande, non vuole forse dire che sono sempre accesi? Sembra di no, perché i dispostivi si accendono solo se una voce umana li chiama per nome. Ma siamo sicuri che l’attivazione  avvenga davvero sempre e soltanto con queste modalità?  Potrebbe ad esempio capitare che, nel corso di una conversazione all’interno della propria abitazione, una persona citi quel nome e attivi inconsapevolmente il nome del dispositivo. Da quel momento in poi quello che avviene dentro l’abitazione (o in ufficio) verrebbe registrato e inviato a un server posto chissà dove, probabilmente dall’altra parte del pianeta. In teoria potremmo sempre accedere ai nostri dati e cancellare quello che non vogliamo. Voi mettereste la mano sul fuoco che questo, poi,  avvenga?

C’è stato un momento in cui la privacy ha smesso di rappresentare un problema. Pur di avere servizi siamo disposti a qualunque rinuncia… ma non c’è una reale consapevolezza delle possibili conseguenze. Ricordate ad esempio il putiferio nel 2015 per la bambola che registra la voce dei bambini?

Tornando a Report c’è infine un risvolto umano su cui il conduttore Sigfrido Ranucci si sofferma: l’empatia. La civiltà della comunicazione è la stessa che ha raggiunto l’apice dell’incomunicabilità e della solitudine. Siamo interconnessi e soli. E la probabilità di “affezionarsi” alla voce attraente di un apparecchio non è poi così remota.

“Questo le multinazionali lo sanno – dice Ranucci – e per questo motivo hanno dotato gli assistenti vocali di un’anima empatica. Solo che a quell’anima empatica corrisponde un’anima nera: un server che conserva le registrazioni delle nostre voci e delle informazioni”.

Le implicazioni possibili sono infinite e in mezzo a quelle quelle positive (ce ne sono) se ne nascondono parecchie che sono inquietanti.  Ecco perché il giornalista auspica una riflessione. Il video della trasmissione, a cura della giornalista Cecilia Bacci,  dura un quarto d’ora ed è disponibile sul sito di Rai Play.

GiampRem