Copyright, il Parlamento europeo approva le nuove regole

La bandiera europea è tratta da wikipedia

Il Parlamento europeo ha approvato la direttiva sul diritto d’autore. L’Europa ha sancito il principio secondo il quale il contenuto non è esclusivamente un mezzo nella mani dei colossi del web, che su di esso possono lucrare a proprio piacimento in cambio di… “visibilità”, ma è un “fine”  (userei proprio questo termine) di proprietà di chi lo ha pensato e prodotto. Questa Direttiva dice che chi produce un contenuto ha diritto a una quota di retribuzione nel caso l’utilizzo di quel contenuto produca un reddito a chi lo veicola. Cioè, in particolare, Google, Facebook e le grandi company.  Bisognerà vedere la cosa succederà nella pratica, ma intanto si è affermato un principio straordinariamente importante: veicolare un contenuto continuerà essere importante… però anche la capacità di produrlo tornerà a contare qualcosa. La Direttiva è stata approvata poche ore fa e i governi hanno due anni per ratificarla.  Nel concreto, quindi, oggi, non cambia niente. Ma oggi è comunque un giorno di svolta per chi si occupa di comunicazione.  

A questo link i 100 secondi in cui il vicedirettore del Corriere della sera Daniele Manca,  spiega la nuova legge sul sito Corriere.it.

Imperdibile la provocazione intellettuale dell’informatico e saggista Jaron Lanier sul Sole 24 Ore. Lanier è da anni impegnato in una sfida culturale ai colossi del web, che mira proprio a salvaguardare la proprietà intellettuale del contenuto giornalistico, musicale, fotografico o artistico che sia. Nel post sul Sole 24 Ore, “Copyright, un sentito grazie dalla Silicon Valley ai paladini dell’Internet libero che fanno il nostro gioco“, immagina di calarsi nei panni di un rappresentante della Silicon Valley che si rivolge ironicamente ai ragazzi europei considerandoli non esattamente dei fulmini di guerra. Lo posto sui social con il mio umile commentino e magari acchiappo qualche like e qualche commento?
Ma no, dài. 
Perchè regalare Pensiero a una multinazionale che i pensieri li riduce a strumenti per veicolare (gratis) pubblicità?

GiampRem