Allo studio la proposta di vietare il cellulare in classe

smartphoneIl Messaggero riporta per primo la notizia che l’onorevole Giorgia Latini (Lega) e Mariastella Gelmini (Forza Italia) hanno proposto il divieto «salvo casi particolari specifici, di utilizzo del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell’attività didattica». Il divieto vale anche per i professori. Nel post si legge che l’iter è partito ieri in Commissione Cultura alla Camera e che la proposta si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il ritorno a scuola dell’Educazione Civica. Se la maggioranza dovesse accogliere l’idea, la nuova legge potrebbe disporre che i cellulari vengano lasciati in presidenza. Tale ufficio sarebbe disponibile per le eventuali emergenze. 

Si tratta di una totale inversione di rotta rispetto alla linea del precedente governo che, nella figura del suo ministro Valeria Fedeli, aveva deciso di introdurre lo smartphone come “strumento didattico”, scatenando una forte reazione da parte di famiglie, piscologi e pedagogisti preoccupati per la già ridotta capacità di concentrazione dei nativi digitali. 

Opinione personale: è una buona notizia. La scuola primaria e secondaria deve rafforzare la capacità di concentrazione di bambini e ragazzi, non indebolirla. Per tutto il resto, c’è tempo più avanti. Come già ampiamente scritto su questo sito, che è nato per indagare il rapporto  bambini/pubblicità e bambini/schermi.

GiampRem

* * *

Perchè limitare l’esposizione dei bambini. Intervista a Daniele Novara

Lo smartphone uno strumento didattico?

Smartphone vietati a scuola in Francia

Smartphone ai bambini? Il pensiero della Società di Pediatria