Empatia: la capacità di porsi nello stato d’animo di un’altra persona

empatiaLa video editor del Washington Post  Gillian Brockell, ha scritto una lettera nella quale chiede ai gestori dei social di smettere di bombardarla di pubblicità di articoli per neomamme perché ha appena vissuto la tragedia di perdere il bambino. E’ una conferma che gli algoritmi non hanno l’empatia nel loro DNA. Tre anni fa se ne accorse anche il britannico D.K.. Dopo essersi ammalato gravemente, e dopo aver fatto ricerche on line sulle cure da seguire, trovava nella propria bacheca annunci pubblicitari di servizi per funerali a buon prezzo.

Tra gli altri, se n’è accorta la psicologa americana Sherry Turkle.  In questo video di tre minuti avvertiva che l’assalto tecnologico ha causato una crisi di empatia guaribile solo con la conversazione faccia a faccia e recuperando “…le tracce di una primavera silenziosa“, intesa come la capacità di disconnettersi e riprendere contatto con se stessi. Se n’è accorto il saggista Jaron Lanier, nel suo “Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social“, un inno a difesa delle potenzialità della tecnologia e di accusa all’uso che se ne fa.  

L’empatia è la caratteristica che ci differenzia da un algoritmo. Consiste nella capacità di “entrare” nello stato d’animo di una persona… senza però farsi risucchiare. L’algoritmo invece, agisce solo in termini di efficacia e utilitarismo, proprio come nell’indole e nelle finalità degli ingegneri che l’hanno creato. Gli algoritmi alimentano un super meccanismo, che raccoglie i nostri gusti (glieli regaliamo noi stessi in cambio di un po’ di dopamina sotto forma di like) per poi servirli agli inserzionisti. I quali  nel frattempo elaborano strategie persuasive sempre più raffinate per spingerci alla cassa. Benvenuti nel mondo degli adulti, cari bambini.

Su questo binario d’acciaio, che attraversa le nostre esistenze, i casi come quello di Gillian Brockell o di D.K. sono piccoli inciampi. Sbavature. Effetti collaterali. Non un segnale inquietante. Non la punta dell’iceberg che nel frattempo si è formato nelle coscienze. Nel migliore dei casi, se non annega in qualche sbadiglio indifferente,  questa evidenza diventa argomento da conversazione salottiera in attesa del prossimo clic. Io non ho ricette e men che meno il potere di cambiare una virgola. Però vedo la minaccia e non riesco a restare passivo. Di conseguenza, in attesa di idee condivise, anche in questo giorno numero 2271 non farò salire il mio sito Bimbì su quel binario e continuerò a (non) mantenerlo con la vendita di due libri autoprodotti.

GiampRem

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Due libri autoprodotti invece della pubblicità. Mais oui, c’est parfum de Bimbì.

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