Londra cancella la pubblicità del junk food dalla rete dei trasporti

pubblicità, schermi, obesità

In un comunicato il Comune di Londra informa i cittadini che dal 25 febbraio 2019 la pubblicità dei cibi spazzatura sarà vietata sull’intera rete dei trasporti londinese come misura per combattere l’obesità infantile. Visti i trenta milioni di viaggi al giorno, le aree pubblicitarie vicine a i mezzi pubblici sono state considerate una leva fondamentale per promuovere uno stile di vita sano. Anche perché quasi il 40% dei bambini londinesi tra i 10 e gli 11 anni sono in sovrappeso o addirittura obesi.  

Ecco cosa si legge nel comunicato:

Vi è un crescente numero di prove a dimostrazione del fatto che più i bambini sono esposti alla pubblicità di alimenti meno sani, sia in TV, su Internet o tramite pubblicità esterna, maggiore è il rischio di aumentare il consumo di tali alimenti e di ingrassare.

Di conseguenza non saranno accettati annunci di alimenti come le barrette di cioccolato, i cheesburger o le bevande zuccherate.  Ovviamente questo provvedimento va salutato positivamente. Ma c’è qualcosa di più da sottolineare: questo provvedimento conferma indirettamente l’enorme potere persuasivo della pubblicità. Ancora una volta, dunque, non si considera che il vero problema è questo. Ancora una volta si preferisce rispondere inseguendo e tamponando gli effetti a valle, che certo è sempre meglio di niente, invece che puntare a risolvere i problemi a monte: basterebbe infatti un investimento culturale a scuola per svelare ai bambini le molle del linguaggio della persuasione e quindi per rendere inefficace tutta la pubblicità. O almeno per farne comprendere le tecniche di persuasione, affinchè l’adesione, la scelta di “crederci”, diventi una scelta consapevole e non indotta.

Niente da fare.

Il provvedimento del Comune di Londra merita un applauso. Il Comune di Londra non è complice.  Ma purtroppo temo che non basterà. I bambini continueranno a ingrassare lo stesso, perché non sapranno difendersi (attraverso l’interpretazione) dai messaggi pubblicitari che continueranno a bombardarli da altri siti.

Devo avere qualche problema, perchè ho ancora voglia di scriverlo, dopo 2258 giorni (vedi contatore in fondo alla pagina) passati su questo sito. Che peraltro continua a sopravvivere  senza pubblicità, ma attraverso la vendita dei due libri qui sotto.

@GiampRem

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Due libri autoprodotti invece della pubblicità. Mais oui, c’est parfum de Bimbì.

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