Influencer, tra informazione e vendita

influencer⛵ Interessante questo confronto avviato da Barbara Reverberi dopo Report. Il giornalista ha l’obbligo deontologico di rendere riconoscibile il messaggio pubblicitario dall’informazione. Per il blogger non c’è nessuna regola. Quindi il blogger (pardon, l'”influencer”…) può tranquillamente incassare dalle aziende mescolando, più o meno visibilmente, dipende come gli viene la ricetta, pubblicità alla propria informazione. E questo è percepito come normale. Anzi, se lo fai presente sembri pure strano. Quindi la gratuità obbligatoria con cui siamo soliti (costretti?) fruire dei contenuti un costo nascosto ce l’ha: la credibilità dei contenuti stessi è asfaltata, insieme alla possibilità di retribuire chi li produce. E’ un tema che non si può risolvere in un post: ognuno si farà la sua opinione sul rapporto tra questo costo e i benefici della gratuità, che pure ci sono. Dal mio punto di vista di blogger il costo che paghiamo è superiore. I contenuti li deve pagare chi ne fruisce, non la pubblicità.

@Giamprem

Come tutto il sito, anche questo post si finanzia solo con la vendita del libro ⛵

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