Raising the sail, che bella tappa a In.Co.Mincio

in.co.mincio Sono molto felice per l’incontro di ieri sera nella sede dell’associazione In. Co. Mincio. Per come è stato organizzato da Monica, Alberto e Massimo, per i cinque minuti di proiezione del Truman show, per la lettura di qualche brano dal mio “Questo bimbo a chi lo do”. Per aver parlato fin dopo le 23  con persone che non avrei mai potuto raggiungere e per averle ascoltate su un tema che considero essenziale: il rapporto tra bambini, informazione e pubblicità. Sentire l’esperienza di altri mi è servito moltissimo a capire che il tema esiste, eccome. Il problema semmai è come dargli corpo, come farlo uscire dal torpore.

Vedo tanta gente che va controcorrente tra due ali di folla festante, qualche volta  con il giusto strappo al ginocchio sui jeans per rafforzare il proprio anticonformismo, qualche volta con il giusto auto-scatto. Prima auto-rubato (“Guarda qui che espressione sorpresa. Non mi ero accorto/a che mi stavo fotografando!”) e poi inflitto sui social.  

A me non capita così. Nessuna folla festante. Io ci metto pure del mio e nemmeno mi porto una claque da mettere in posa. Ma il bello è che non me ne frega niente. Zero. Voglio confrontarmi con la ruvidità del reale, perchè anche questo fa parte del percorso. Una persona che esce  per ascoltarti, in più su un tema così, da sola, vale più di diecimila Mi Piace su Facebook. La prima resta e diffonde col passaparola, gli altri evaporano. Ieri una mamma e un papà hanno voluto una copia del mio diario.

Il problema che io avverto come fondamentale, nella percezione comune (salvo eccezioni) è un soffio lontano… quasi non esiste. E’ confinato nel rimosso per convenienza, per pigrizia e perché vediamo cosa c’è in tv. Oppure è ridotto ad argomento da salotto. Per dibatterne come delle star tra un aperitivo e uno sbadiglio, senza però la minima intenzione di mettersi davvero in gioco e di prendere qualche graffio per risolverlo. Lo si vede nel nostro quotidiano, fatto di scenografie e rappresentazioni che sento distanti come un’eco giurassica.  E intanto i bambini cescono dentro questo senso comune. Lo assorbono e non vedono alternative.

Questo significa che è troppo difficile e che è meglio lasciar perdere? Ma va! Questo significa che bisogna insistere per far crescere un nuovo senso comune. Grazie a In.Co.Mincio, quindi. Prossimo appuntamento: giovedi 20 aprile alle 17,30 al nido Villaggio Orsenigo in via Madre Carolina Orsenigo 1.

@GiampRem

#ancheperunapersonasola #raisingthesail #issandolavela

Come tutto il sito, anche questo post si finanzia solo con la vendita del libro ⛵

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.