Se fossi un mago

ph Gabbiano in volo ©A.Drean – Fotolia.com

di Giacomo Marinini, presidente dell’associazione Il Gabbiano: noi come gli altri

L’altro giorno sistemando la mia scrivania sempre ricolma di fogli e scritti, ho ritrovato una lettera del marzo 1999. Il padre di un bimbo di Cosenza ci inviava via internet i sogni di suo figlio Raffaele, che allora aveva 9 anni. Era il periodo in cui iniziava la raccolta fondi durata cinque anni per il progetto Gabbiano 2000: la costruzione di una comunità alloggio, un centro diurno e un centro dell’ascolto per persone con disabilità qui a Baggio. L’attuale Casa Gabbiano, insomma. E’ curioso ritrovare quella lettera proprio nei giorni in cui abbiamo iniziato la raccolta fondi per costruire una seconda comunità alloggio…

“Vi invio copia della poesia Se fossi un mago – scriveva il padre – con i sogni di un bambino che non può camminare. E’ stata scritta da nostro figlio Raffaele di 9 anni frequentante la quarta classe elementare che nel 1992 ha perso l’uso delle gambe in seguito ad un intervento chirurgico alla schiena. Non crediamo che ci sia nulla da aggiungere alle sue parole che ci hanno profondamente colpito. Vorremmo solo sottolineare che alcuni sogni di Raffaele e dei tanti bambini nel suo stato si potrebbero avverare rispettando le leggi di questo paese per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità……..”
 

Parteciperei a tutti i giochi dei miei amici
Giocherei a basket e a calcio
Andrei in bicicletta
Mi trasformerei in un cow-boy e farei le acrobazie sul mio cavallo
Diventerei un Cavaliere della Tavola Rotonda
Andrei in giro volando con la mia astronave nei posti più belli
Costruirei tanti robot che mi possano aiutare
Muoverei gli oggetti con il pensiero
Farei a pugni per difendere tutti
Nuoterei in una piscina grandissima, dove sia facile entrare ed uscire
Farei diventare più forti le mie gambe, perché non si rompano mai più
Farei rispettare tutte le leggi e tutelerei i diritti dei bambini
Coprirei le buche sulle strade
Farei scomparire le auto parcheggiate sui marciapiedi
Eliminerei tutte le scale
Correrei con la mia sedia in ampi spazi pianeggianti, come in Svizzera
Diventerei autonomo, per alzarmi dal letto da solo ed essere più libero
Farei diventare più grandi tutti gli ascensori
Costruirei un ospedale per bambini a Cosenza, per non partire mai più
Avrei una casa grandissima, con tanti fiori di molti colori
Leggerei ogni favola
Mangerei tante cose buone
Conoscerei tutti i bambini del mondo
E farei in modo che non venisse mai la notte per giocare sempre …

Caro Raffaele, ora sarai diventato grande. Noi ci auguriamo che almeno a Cosenza alcuni sogni siano divenuti realtà e che tu abbia trovato la strada giusta nella vita. Ci sono ancora tante cose da fare per il rispetto delle persone con disabilità ma in tanti credimi ci stiamo provando.

Anche questo post è stato finanziato da chi ha comprato il libro. Grazie! ⛵

 

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