Stop alla pubblicità nei programmi per i bambini della tv pubblica francese: l’appoggio dei pediatri

Pochi giorni prima della sua approvazione definitiva in Senato alcune associazioni nazionali di pediatri francesi hanno manifestato sostegno alla proposta di legge del senatore ecologista André Gattolin di cancellare la pubblicità dai programmi per i bambini della TV pubblica. Il divieto parte un quarto d’ora prima dell’inizio della trasmissione e prosegue fino a un quarto d’ora dopo la fine. Di seguito, la lettera tradotta in italiano dell’AFPA (Associazione Francese di Pediatria Ambulatoria), APOP (Associazione per la Presa in carico e la prevenzione dell’Obesità in Pediatria) e SFP – APA (Società Francese di Professionisti in Attività Fisica Adattata). Leggetela. Il documento misura il nostro ritardo su questo tema. E dimostra che la battaglia culturale contro la mercificazione della cultura per l’infanzia e dell’infanzia stessa, in corso da 1555 giorni su questo sito, sembra irragionevole e velleitaria solo a chi dorme tra molto presunti allori.
E ovviamente a chi non ha convenienza a combatterla.
Voi da che parte state?

@GiampRem

#RaisingTheSail (cit. Truman Show) #IssandoLaVela ⛵
little cute girl is pointing remote to tv to change change channel. There is a shallow depth of field.
© Myst – Fotolia

I professionisti della salute dei bambini ricordano la loro posizione per l’adozione della legge  relativa alla “soppressione della pubblicità commerciale nei programmi per bambini della televisione pubblica”

(La traduzione della lettera del 5/12/2016 – qui l’originale, per chi mastica il francese – di alcune associazioni pediatriche transalpine a sostegno della legge del Senatore ecologista André Gattolin)

Signore, signori senatori

La proposta di legge per la “soppressione della pubblicità commerciale nei programmi per bambini della televisione pubblica” depositata dal senatore André Gattolin è stata adottata dall’Assemblea Nazionale il 14 gennaio 2016. Il testo arriva al Senato in seconda lettura in seduta pubblica il 7 dicembre prossimo.

L’87% dei francesi si dice oggi favorevole alla “soppressione della pubblicità commerciale nei programmi per bambini della televisione pubblica”. Ma noi sappiamo che questa misura popolare suscita pressioni contrarie da parte da alcuni gruppi d’interesse economici. Inoltre, difensori convinti del bambino, interessati alla prevenzione della salute del futuro adulto, preoccupati per le spese sanitarie per la cura delle malattie croniche, teniamo a ricordarvi la nostra posizione.

1 – I pediatri disapprovano che si manipolino i bambini e trovano che finanziare i programmi pubblici non tenendo conto della salute dei più giovani sia contrario all’etica e alla morale.

Numerosi studi mostrano che i bambini sono particolarmente sensibili all’impatto delle immagini, specialmente in ragione della grande plasticità del loro cervello. Sono inoltre più inclini alle reazioni affettive e mostrano una più debole elaborazione cognitiva, poiché il giudizio e lo spirito critico si sviluppano successivamente.

“In una democrazia, tutti i cittadini devono conoscere la natura del messaggio che ricevono. Ora, prima dei 6 anni i bambini non sono capaci d’identificarla. Accolgono una pubblicità con lo stesso spirito di un documentario, possono pensare che un alimento visto in tv faccia crescere. Ciò significa che i bambini non sono trattati come cittadini, ma come il target di riferimento senza difesa dei pubblicitari  (Serge Tisseron psicologo, psichiatra e psicanalista).

© adrian_ilie825 - Fotolia.com
© adrian_ilie825 – Fotolia.com

2 – Si, i messaggi pubblicitari hanno un impatto sul consumo dei prodotti troppo grassi e troppo zuccherati, pubblicazioni scientifiche alla mano (altrimenti perché spendere così tanto?)

A proposito dell’assunzione di cibo, degli studi stabiliscono un legame tra l’esposizione elevata alla pubblicità alimentare e la modifica delle preferenze alimentari, le prescriptions d’acquisto e le abitudini al consumo. Il tempo passato davanti alla televisione e davanti agli spot promozionali è correlato all’aumento del consumo di alimenti ricchi di energia ma poveri di valore nutrizionale. Stante l’aumento delle quantità di alimenti consumati del 134% per i bambini obesi, 101% per quelli sovrappeso e 84% per quelli di un peso normale.

 3 – Si, diminuire  la molestia pubblicitaria è una  misura per lottare contro le ineguaglianze della salute

In Francia, la diffusione di obesità e di sovrappeso tende a stabilizzarsi, ma questa constatazione maschera  ineguaglianze sociali e territoriali. Tutti gli studi insistono su tassi di diffusione più elevata di sovrappeso e obesità in bambini e adolescenti che vivono in condizioni svantaggiate. A seconda del lavoro dei genitori, del loro livello di educazione, dei loro guadagni. Queste variazioni di diffusione secondo le categorie sociali sono state ugualmente sottolineate nella maggior parte degli studi realizzati nei Paesi sviluppati.

Il pubblico in condizione di vulnerabilità e di precarietà, i bambini soli davanti allo schermo senza adulti che li aiutino a decifrarli, interpretano i messaggi pubblicitari come informazione nutrizionale. Di più, sono legati a vincoli di budget che difficilmente permettono loro di accedere a un’alimentazione equilibrata.
I prodotti trasformati poco cari sono spesso prodotti poco sani

Freer
© Freer – Fotolia

4 – Si, i bambini sono presenti anche davanti ai canali privati, e alle ore di grande ascolto, più che sui programmi per la gioventù

Ma dal 2009 la Francia ha adottato la soppressione totale della pubblicità su France Télévision (i canali della tv pubblica) tra le 20 e le 6 del mattino. La situazione attuale è paradossale: France Télévision non può diffondere messaggi pubblicitari in serata (nelle ore in cui lo spazio pubblicitario è più caro, ma è invece autorizzata a farlo in giornata, a orari meno redditizi, in ore in cui i bambini sono più spesso davanti allo schermo.

Altri Paesi hanno già fatto la scelta di vietare la pubblicità televisiva diretta ai bambini. E’ ad esempio il caso del Quebec (Canada) dal 1980, della Svezia  dal 1991 e della Norvegia dal 1992. Registriamo che in Australia è vietato fare pubblicità in televisione nei programmi destinati ai bambini in età prescolare.

In Spagna l’insieme dei programmi della televisione pubblica (RTVE) non contiene più pubblicità dal 2013.  Stessa regola nel Regno Unito e dal lancio della BBC. La tv pubblica britannica è ancora più rigida: i presentatori della programmi per ragazzi hanno l’obbligo di non promuovere un prodotto specificatamente rivolto ai bambini. D’altronde la pubblicità del  “cibi spazzatura” è vietata sull’insieme delle televisioni anglosassoni. In Belgio i programmi per ragazzi della tv pubblica (RTBF) non veicolano messaggi pubblicitari.

Di conseguenza la Francia deve seguire i modelli dei Paesi europei che si sono fatti carico di questo problema.

Da professionisti ogni giorni a fianco della sofferenza dei bambini in sovrappeso o obesi, ci sentiamo legittimati a invitarvi a votare questa proposta di legge, senza emendarla, e a guidare così un’iniziativa positiva che contribuisca alla protezione dei  nostri bambini

Autore: Dr François Marie Caron, pediatra membro dell’Associazione Francese di Pediatria Ambulatoria, specialista di problematiche legate agli schermi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.