L’Oms e la salute dei bambini. Tra junk food, web e pubblicità

dire⛵ L’ungherese Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, torna ad occuparsi di marketing e cibo spazzatura. In uno studio appena pubblicato  segnala che il web sembra essere diventato la nuova frontiera del junk food, complici l’utilizzo di social network, app, video e giochi ideati allo scopo di veicolare messaggi pubblicitari (advergame). Secondo l’Oms, l’industria di cibi ricchi di grassi e zuccheri ha compensato l’accresciuta difficoltà a trovare spazi in tv invadendo il web, un territorio dove le regole sono ancora da definire 

“Servono azioni urgenti per proteggere i bambini dal marketing digitale che promuove cibi ricchi di grassi, sale e zucchero dicono all’OMS. I nostri governi hanno dato la massima priorità politica alla prevenzione dell’obesità infantile. Ciò nonostante osserviamo che i bambini, la categoria più vulnerabile, sono esposti a un numero incalcolabile di tecniche di marketing digitali nascoste”.

Secondo il rapporto i genitori tendono a sottovalutare o comunque a non essere del tutto consapevoli dei rischi. E’ quindi compito della politica trovare le adeguate contromisure. La proposta della Jacobs è di ispirarsi alla regolamentazione che riguarda la tv, con un’accelerazione che tenga conto dell’interattività del web. Secondo le più recenti stime si calcola in Europa un bambino su 4 sia in sovrappeso e che il 60% dei bambini in sovrappeso oggi avrà lo stresso problema anche da adulto. Sottovalutare gli effetti del junk food marketing significa prepararsi a gestire nel prossimo futuro un impatto significativo sulla salute (malattie cardiovascolari, cancro e diabete) delle prossime generazioni. E quinid conseguenze pesanti anche dal punto di vista dei costi della sanità.

Su Bimbì è disponibile un precedente studio della Jacabs del 2013

@GiampRem (Fonte: Dire Giovani)

#RaisingTheSail (cit. Truman Show) #IssandoLaVela ⛵

 

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