Educare alla fatica, la fatica dell’educare. Una nuova sfida per l’educazione nella smart society

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Milano. L’accettazione della fatica e del limite come occasione di crescita da proporre ai bambini. La difficoltà di farlo nel tempo in cui in cui tutto è a disposizione con un semplice clic. Sono solo alcuni dei temi su cui si ragionerà nel convegno in calendario nella mattinata di sabato 1 ottobre presso la sede milanese della Società Italiana di Psicanalisi della Relazione. Quali sono le nuove sfide educative in un’epoca così segnata dalla diffusione delle nuove tecnologie? Naturalmente l’intento non è di demonizzare i nuovi strumenti, ormai indispensabili, ma di ragionare sugli  effetti del loro utilizzo da parte dei bambini e della loro irruzione nella quotidianità. C’è ancora spazio per l’accettazione della fatica come passaggio necessario per la crescita, ad esempio, dell’autostima? E come integrare quello spazio con il vivere “smart” che contraddistingue la nostra quotifdianità? Il convegno s’intitola “Educare alla fatica, la fatica dell’educare. Una nuova sfida per l’educazione nella smart society”, ed è stato organizzato dall’associazione Sephirah. Su questa pagina è possibile scaricare il programma e iscriversi. Tra gli altri relatori, Giulia Cavalli, Ivano Gamelli, Federica Di Luca e Maurizia Pagano. Mi è stato chiesto un intervento e ho accettato con piacere di  partecipare. Il  mio tema? La fatica di educare nel  tempo in  cui il senso comune è definito  dalla pubblicità.

Iscrizoni entro il 20 settembre. Quota 50 euro (compresa tessera associativa annuale dell’ass. Sephirah).  Per informazioni: info@educare03.it

@GiampRem

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