Rai, lutto per le vittime del terremoto. Niente pubblicità e drappo nero

Nel giornata del lutto nazionale, il 27 agosto, la Rai ha sospeso la pubblicità sui propri canali. Ho sentito la notizia in tv su Rai News e poi ho cercato in rete tracce che spiegassero le ragioni di questa scelta così forte. Non le ho trovate. Il breve comunicato sul sito di Rai News è stato riportato più o meno fedelmente su vari siti.

Impressione da cittadino:  ho potuto seguire i resoconti giornalistici di quell’immane tragedia senza sentirmi un numero da tenere incollato allo schermo. Senza cioè che il contenuto giornalistico, nella sua tragicità in quell’occasione, fosse anche una leva per generare audience e quindi incassi. Per come l’ho vissuta io, questa scelta è stata un passo indietro di ogni secondo fine davanti a  una cosa troppo grande perché potesse restare anche il solo dubbio dell’esistenza di altri fini. Una scelta di rispetto, quindi.

Naturalmente mi sarei sentito lo stesso coinvolto dal dramma infinito di quelle persone… ma stavolta mi sono sentito coinvolto anche dalla modalità di riportare notizie e commenti. Qualcuno potrebbe dire che sarebbe stato più efficace  devolvere i proventi degli spot. E’ un’interpretazione, va rispettata. Nella mia interpretazione, nulla tuttavia impedisce ad aziende e privati di devolvere un contributo ai terremotati, senza bisogno di farcelo sapere dalla tv pubblica e in cambio di visibilità.

La Rai ha già cancellato la pubblicità da Yo Yo, il canale per i bambini, dimostrando che esiste una sensibilità sul tema che non ha nulla a che fare con la “demonizzazione”. 

@GiampRem

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