Dal 1 maggio stop alla pubblicità su Rai Yo Yo. Qualche domanda sul tema

campodallorto
Cartoons on the bay, Campo Dall’Orto: “Dal 1 maggio via la pubblicità da Rai Yo Yo”. Il link al servizio di Rainews 24 del 10 aprile 2016 (dura un minuto e 40)

Nel servizio di ieri su RaiNews 24 (clicca sulll’immagine) il direttore generale della Rai  Antonio Campo Dall’Orto ha confermato che dall’1 maggio il canale Rai Yo Yo non trasmetterà più pubblicità. Mi sembra un passaggio di notevole portata. Non è frequente, infatti, ascoltare l’invito a proteggere l’immaginario dei bambini che non riescono a distinguere tra contenuto editoriale e contenuto pubblicitario. Con questo provvedimento la Rai  afferma un principio importante che dal mio punto di vista sconfina dal recinto di un singolo canale televisivo. L’interferenza sull’immaginario dei bambini (persone e cittadini con gli stessi diritti degli adulti) è certamente più sottile quando si concretizza su canali riservati a loro. Quindi è solo positivo che si sia iniziato ad agire. Pur comprendendo le difficoltà, che non sono poche, mi chiedo tuttavia se non serva una riflessione più ampia. Perchè se si condivide il principio che l’immaginario dei bambini vada protetto da “interferenze”, è difficile confinare nel rimosso le domande che nascono subito dopo. Per esempio:

  • Come la pensano gli altri canali Rai in proposito? In Francia la tv pubblica ha cancellato la pubblicità in prima serata dal 2009 e dal 2018 dovrebbe rimuoverla da tutti i programmi per i bambini
  • Gli amministratori delle tv private condividono o non condividono il pensiero che l’immaginario dei bambini vada protetto da interferenze commerciali?
  • Nel caso lo condividano, le ragioni di bilancio continueranno lo stesso a prevalere? Varrà cioè il principio secondo il quale non potendo contare sul canone il “costo” tocca ai bambini?
  • Come la pensa chi ha accumulato contenuti per bambini sul web per presentarli mescolati a banner pubblicitari, guadagnando con le impression e inserendosi in quella scìa che oggi viene messa in discussione?
  • Qual è il pensiero di chi fodera la città di manifesti pubblicitari che anche i bambini, cittadini il cui immaginario andrebbe protetto, vedono?
  • Per proteggere l’immaginario dei bambini agire sui contenuti dedicati a loro è necessario. Ma è anche sufficiente se poi in tutto il resto continua a prevalere quel linguaggio?

Non disponendo delle “risposte giuste”, ma solo di un’opinione personale, sono pronto ad ascoltare eventuali interventi.

@GiampRem

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