Francia, irrompe il dibattito: no alla pubblicità nei programmi per bambini sulla tv pubblica

La Tour Eiffel from the eyes of a little girl ©jovannig - fotolia
La Tour Eiffel from the eyes of a little girl ©jovannig – fotolia

Nel Parlamento francese irrompe il dibattito sulla pubblicità nei programmi per bambini di France Télévisions. Quest’ultimo è il gruppo che dal 2000 gestisce i canali pubblici. Le Monde riporta la notizia di un “infortunio” parlamentare della maggioranza, che giovedi 14 gennaio, causa l’assenza di alcuni parlamentari, si è trovata in minoranza davanti a una proposta del gruppo ecologista di abolire la pubblicità drante i programmi per i bambini, quindici minuti prima e quindici minuti dopo.

La proposta di legge è stata approvata, ma il suo percorso parlamentare non è finito: il governo e il gruppo socialista possono ancora riuscire a respingerla. Ma intanto l’eco del provvedimento si estende in tutto l’Esagono e non solo. Il governo francese si è affrettato a dichiarare la sua contrarietà al provvedimento. Le Monde riporta la notizia che in un un tweet il ministro della cultura Fleur Pellerin ha dichiarato: “Non lascerò indebolire il servizio pubblico, i suoi stipendi, le sue missioni, il suo sostegno alla creatività”. E che la comunista Marie-George Buffet ha giudicato “immorale” che i canali privati possano beneficiare di una soppressione della pubblicità sulla tv pubblica.

lemonde
il post di Le Monde che riporta la vicenda

Insomma queste sono le obizioni che attendono chi ragiona sugli effetti dell’esposizione dei bambini e dei ragazzi alla pubblicità e chi prova a mettere in discussione la “sacralità” del suo potere. La stessa Michèle Bonneton, che ha redatto la proposta di legge (del gruppo Europa Ecologia i Verdi) ha dichiarato che “le nuove generazione soffrono fisicamente e psicologicamente di una sovraesposizione ai messaggi pubblicitari”. In un tweet il collega senatore André Gattolin ricorda che “I bambini costituiscono un target di prima scelta perchè sono particolarmente permeabili ai messaggi pubblicitari”.

Inoltre, secondo Michèle Bonneton (qui il videoqui la traduzione in italiano),  la perdita finanziaria per la rinucia alla pubblicità, ammonterebbe a 10/20 milioni di euro, una cifra importante, ma una percentuale assolutamente limitata rispetto al buget totale.

@GiampRem

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