Segni d’infanzia a Mantova. La parola a Cristina Cazzola, che ha curato la direzione artistica

opera a stracci - segni d'infanziaDalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica del 29/10/2015. Un totale di duecentocinquanta eventi, spalmati in un calendario che arriva fino all’1 novembre. Eventi dedicati ai bambini, come da tradizione, ma anche agli over 13, che sono stati coinvolti come spettatori, come critici e come collaboratori. Con questi numeri l’associazione culturale Segni d’infanzia firma la decima edizione dell’omonimo Festival internazionale d’arte e teatro per le nuove generazioni, che coinvolge più di trenta sedi storiche a Mantova. La città dei Gonzaga non è proprio dietro l’angolo, ma basta un clic su www.segnidinfanzia.org per verificare ricchezza e qualità della proposta e considerare l’idea di un week end fuori porta con i bambini. L’ingresso agli spettacoli costa 6/7 euro (ridotti) e 7/10 (adulti), con sconti per le famiglie.

Extra rubrica, solo per il sito. La direzione artistica di Segni d’infanzia è di Cristina Cazzola, attrice, regista e drammaturga diplomata presso la Civica Scuola D’Arte Drammatica Paolo Grassi a Milano. Lascio che sia lei stessa, qui sul sito, a raccontare le sue scelte. Intanto, è online il primo video dell’edizione 2015.
@GiampRem

Dieci anni di emozioni e stupore

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Luna, del Teatro all’Improvviso

Un festival è un appuntamento che io immagino da dieci anni come un dialogo con i miei spettatori, che vuole ora stupirli, ora emozionarli ma anche far esplorare nuovi linguaggi e soprattutto essere un seme che lascia un segno e che sia capace di germogliare e dare frutti. Il pubblico di Segni d’infanzia è vasto ed esigente e ha i suoi beniamini. Per questo ho scelto per la decima edizione alcuni spettacoli di compagnie che hanno fatto la storia del festival, che ci hanno accompagnato in questi dieci anni stupendoci e facendoci innamorare. Ovviamente Teatro all’improvviso, che sarà presente con Luna e Settestella, e poi Teatro distinto che abbiamo visto a Mantova con Compagni di Banco e La pecora nera e che ci presenta Verso Casa, un divertentissimo racconto che, alla maniera ormai consolidata dagli artisti, parla di sentimenti ed emoziona con una grande ironia, facendo ridere insieme grandi e piccini. Un vero laboratorio che insegna in 45 minuti di leggerezza e divertimento a raccontare e inventare storie a partire da semplici oggetti. Teatro Gioco Vita che ha partecipato a oltre 5 edizioni è presente con Il cavaliere inesistente. Il bellissimo racconto di Calvino narrato con ombre e luci straordinarie: uno degli spettacoli più emozionanti, pensato apposta per affascinare anche gli adolescenti più coriacei.

foto dalla pagina facebook di Segni d'infanzia
Soupe nuage noir

Uno spettacolo per me deve essere divertente ed emozionante ma anche far ridere a crepapelle e sorprendere con soluzioni stravaganti. Lo spettacolo portoghese che ho visto in Francia due anni fa, Soupe nuage noire mi è piaciuto perché con una estrema semplicità riesce ad avere la forza di un film di Fellini. Nel caso di Soupe nouage, il protagonista vuole gustare un sapore che – come recita il titolo – è la zuppa di fagioli che gli cucinava il nonno, ma non ne conosce la ricetta: quindi compie una serie di avventure per recuperarne gli ingredienti. Nell’anno di Expo e in una terra che è profondamente caratterizzata da un legame identificativo con il cibo e la cucina, mi sembrava uno spettacolo immancabile.

Per i piccolissimi cerco proposte stimolanti e accattivanti che siano capaci di far percepire il ritmo del teatro e di stimolare le sinapsi dei loro cervelli che sono ancora in formazione. Essenziale però è che divertano anche gli adulti e non siano mai banali!

Opera a stracci - Koreja
Opera a stracci – Koreja

Per i 3 – 7 anni la sfida è il racconto. Cerco storie nuove o avventure che possano essere come le fiabe classiche, come il mito fonte di ispirazione. Se Shakespeare dice “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, io ritengo che siano le immagini che incameriamo nell’infanzia quelle che costruiranno il nostro spazio interiore. Nel teatro, un racconto può passare attraverso la parola e partire dal mito, trasformandosi in opera contemporanea come in Metamorfosi ma anche attraverso il movimento di un corpo nello spazio o attraverso oggetti che si muovono e si trasformano. Opera a stracci è un lavoro che sfrutta il potere evocativo della musica lirica per raccontare una bellissima storia di amicizia, e DOT una fiaba iniziatica che si svolge come un sogno con immagini bellissime ispirate all’arte contemporanea, che trasportano in un mondo magico dove il bambino e l’adulto si incontrano e giocano sullo stesso livello.

Ho visto Diva tre anni fa in un festival in Spagna, è realizzato da artisti danesi e ha un humor inglese alla Benny Hill. Delirante ed esilarante. Della stessa compagnia dell’apprezzatissimo The House programmato in 2013, racconta con un bizzarro inglese perfettamente decifrabile, la storia di un maggiordomo innamorato di un’attrice del cinema che si trasforma fino a diventare splatter, con un omaggio al teatro del grand guignol. Tell Quell invece è uno spettacolo in cui i ragazzi possono ritrovarsi nella dinamica da talent show ma che affronta il tema dell’identità in maniera molto intensa, capace di coinvolgere ed emozionare una platea di adolescenti. Il progetto vede in scena insieme danzatori giovani e non più giovani con le coreografie di uno dei più importanti coreografi francesi: Thomas Lebrun del Centro Coreografico Nazionale di Tours.

Alessandro Sanna
Alessandro Sanna

In ultimo un festival deve contenere proposte spiazzanti di sperimentazione come Dal pennello al tablet in cui Alessandro Sanna conduce una lezione collettiva di educazione al segno o come l’incontro fra Tognolini e i muscisti di OCM, per finire in bellezza nella performance unica di Fresu con Sanna e Sonia Peana.

Cristina Cazzola

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