Novecentoquarantadue

942-bisIn tv,
sul web,
sui giornali,
alla radio,
sotto la metro,
sui mezzi pubblici,
sul Duomo,
lungo le strade,
nei parchi,
nascosta nei film,
sulla maglia della mia squadra (!)
nelle scuole,
negli stadi,
nelle stazioni,
negli aereoporti,
nei musei, compresi quelli per i bambini
ora anche negli ospedali

Ha ragione chi dice non bisogna cadere nella trappola della demonizzazione. Bisogna, anzi, abbattere gli stereotipi (questa usatela anche voi perchè funziona sempre!) e sforzarsi di trovare nuovi territori da occupare e colonizzare. Ogni giorno ti svegli e scopri che il limite si è spostato più in là… la pubblicità la trovi ovunque. E allora tanto vale dare un’accelerata significativa, inutile aspettare. L’acqua santa del battesimo, ad esempio. Per quale motivo non brandizzarla? Ma lo sapete quanti battesimi ci sono in Italia? Leggo che sono circa 400 mila. Un target mostruoso. E considerate poi l’indotto, che sarebbero i parenti! Io ti battezzo, nel nome del padre, del figlio, dello spirito santo e in collaborazione con. Che sarà mai? Grazie allo sponsor ti paghi le spese e  “parte del ricavato sarà devoluta ai bambini poveri”. Preferite lasciare i bambini nella miseria? Che posizione ideologica. Estrema.
Rendiamo  frizzante il battesimo del tuo bambino! Lo slogan è pronto, che ci vuole, una laurea, a montare uno spot?

la mamma risoluta, però commossa (va lusingata, è lei che compra)
il papà un po’ rimbambito (commercialmente inutile, in questo caso)
  il neonato che ride e fai versi
nonne e nonni commossi (blandire anche loro, per i nipotini spenderebbero una fortuna!)
un pianoforte in sottofondo
e…
Fiocco rosa! E’ nata una nuova sega mentale!

Emozioni e pragmatismo. Lo stesso cocktail va servito a scuola. Perchè mai libri, materie e interrogazioni non possono essere sponsorizzate? Nella pagina di storia dei vikinghi, buoni sconto per vacanze in Norvegia. Al capitolo antichi Romani, l’elenco dei 3×2 nei centri commerciali della capitale. Se mettere paletti significa demonizzare, allora si tolgano del tutto ‘sti paletti invece che spostarli ogni giorno un metro più indietro. E poi i bambini hanno diritto di sapere che sono e saranno questi meccanismi a determinarli. Devono sapere che tutto, parole, immagini, cultura, sport, solidarietà, ha senso solo come mezzo per raggiungere il fine ultimo, che poi è sempre quello: creare una community in target, profilarla, lisciarla con una buona comunicazione e farla spendere.

Quel fine svaluta i mezzi. Buon per chi riesce ancora a crederci e per chi distingue. Questo si, questo no. Io non ci riesco più da novecentoquarantadue giorni, più quelli del vecchio bimbi.it. Quello che vedo io è un unico linguaggio persuasivo che ci ha conquistato rendendo seducenti meccanismi e alienazione. 

Buon 25 aprile!

@GiampRem

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