Troppa tecnologia a casa e a scuola? Il servizio del New York Times

nytIn un servizio del 30 gennaio il New York Times sostiene che l’eccesso di tecnologia non solo non aiuta ma può finire addirittura per danneggiare lo sviluppo dei bambini e dei ragazzi a scuola. A proposito degli scolari in età corrispondente a quelli delle nostre medie si legge che “gli studenti che hanno accesso a un computer in casa fanno registrare un calo persistente dei punteggi di lettura e di matematica“. Pare inoltre che gli studenti svantaggiati risultino ancora più penalizzati. Tra le ipotesi: maggiore distrazione, soprattutto in assenza di un controllo efficace dei professori. Il servizio segnala inoltre che i bambini nati in famiglie a basso reddito trascorrono almeno il 40% delle ore del giorno davanti a uno schermo, un tempo doppio rispetto ai bambini della classe media. Questo si traduce in minor tempo per coccole, dialoghi e scherzi a tavola in famiglia. Anche se sarebbero proprio questi, non le app e i video, gli elementi capaci di generare vocabolari solidi e successi scolastici. Da cui la domanda: per quale motivo l’ulteriore aggiunta di click e visualizzazioni dovrebbe essere considerata una buona idea?

Il servizio non è contrario in assoluto all’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione nelle scuole. Si conclude infatti spiegando che essi possono avere un ruolo nella formazione in casi particolari e soprattutto in particolari condizioni: una di questa, irrinunciabile, è la presenza di insegnanti altamente qualificati. E’ questa, insomma, una delle condizioni necessarie affinchè la tecnologia risulti di  aiuto invece che di ostacolo alla formazione. 

Grazie a Mauro Verde per l’aiuto nella traduzione

@GiampRem

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