Esperta delle Nazioni Unite in materia di diritti culturali chiede un maggior controllo sulla pubblicità commerciale

Di seguito il comunicato in inglese comparso ieri sul sito delle Nazioni Unite . Subito sotto, la traduzione in italiano. Le metto entrambe per un motivo molto semplice: ho molta più confidenza con il francese (cosa che mi ha permesso di tradurre tutto il Rapporto di Farida Shaheed) e quindi preferisco sottoporvi prima la versione originale. Ritengo di aver reso fedelmente il senso, ma nel caso evidenziaste possibili miglioramenti nella traduzione mi scuso in anticipo e vi chiedo di segnalarmeli. Ho potuto conoscere questo rapporto grazie al prezioso lavoro di sensibilizzazione dell’organizzazione americana Campaign for a Commercial-Free Childhood, un cui esponente di rilievo, Josh Golin, è stato tra gli esperti consultati da Farida Shaheed. Insomma, qui in Italia i temi di Bimbì (e ieri di bimbi.it…) restano un vigoroso-sussurro-nel-deserto, ma fuori dalla provincia quegli stessi temi esistono. Eccome se esistono. Ecco la dimostrazione.
@GiampRem

come

NEW YORK / GENEVA (28 October 2014)From food consumption models to burial rituals, social behavior and beauty canons, commercial messaging can deeply influence peoples’ beliefs, aspirations, cultural values and practices, today said the United Nations Special Rapporteur in the field of cultural rights, Farida Shaheed.

In her report to the UN General Assembly on the impact of commercial advertising and marketing practices on cultural rights, Ms. Shaheed called for increased scrutiny of the advertising and marketing industry and urged Governments to actively protect freedom of thought, opinion and expression, cultural diversity and ways of life, the rights of children with respect to education and leisure, academic and artistic freedom and the right to participate in cultural life and to enjoy the arts.

“States wishing to protect cultural diversity need to protect their societies from undue levels of commercial advertising and marketing while increasing the space for not-for-profit expressions,” the human rights expert said. In her view, such protection would support and open up the democratic debate, as opposed to interfering with the right to freedom of thought and opinion.

“The increasingly blurred line between commercial advertising and other content, the myriad advertisements people receive daily, the dissemination of such communications through a large variety of media used in a systematic and integrated way and the resort to techniques aimed at circumventing individual rational decision-making raise serious concern,” she added.

Ms. Shaheed explained that her concern is not that change occurs in cultural practices and world views, but rather relates to the disproportionate and omnipresent nature of commercial advertising and marketing in our societies, which contribute to shifting practices towards consumption and uniformity.

The Special Rapporteur noted particular concern about the growing presence of advertising in schools. “Schools should be considered as a distinct cultural space, deserving special protection from commercial influence,” she stressed. “A recommendation to ban all commercial advertising and marketing in public and private schools is one of the most important ones put forward in my report.”

“I also recommend to prohibit all forms of advertising to children under 12 years of age, regardless of the medium or means used, with the possible extension of such prohibition to children under 16 years of age, and to ban the practice of child brand ambassadors,” she stated.

Ms. Shaheed also expressed concern at the increased dependency of print and audiovisual media on advertising revenue coupled with the increased concentration of advertising groups. “This can significantly impact editorial content and cultural programming,” she said.

“In various countries, organizations denouncing excessive advertising and illegal billboards have been largely ignored and have found themselves facing defamation lawsuits by advertising companies,” she said, underlining the dominance of certain specific narratives over others in our societies and the link between power and culture. “They do not enjoy the same support from authorities as advertising companies that complain about their billboards being vandalized.”

The Special Rapporteur also pointed out the sharp disparity between the often slow action taken when removing illegal billboards, compared with the far greater resources devoted to removing illegal graffiti or artistic murals. “What is the space given to art compared to advertising?”, she asked.

(*) Check the full report (A/69/286): http://www.ohchr.org/EN/newyork/Pages/HRreportstothe69thsessionGA.aspx

Ms. Farida Shaheed took up her functions as Independent Expert and then Special Rapporteur in the field of cultural rights in August 2009. She has worked for more than 25 years promoting and protecting cultural rights by fostering policies and projects designed in culturally sensitive ways to support the rights of marginalized sectors, including women, peasants, and religious and ethnic minorities. Ms. Shaheed has been the recipient of several national and international human rights awards, and is an experienced participant in negotiations at international, regional and national levels. As Special Rapporteur, she is independent from any government or organisation and serves in her individual capacity. Learn more, log on to: http://www.ohchr.org/EN/Issues/CulturalRights/Pages/SRCulturalRightsIndex.aspx

 ————-

NEW YORK / GINEVRA (28 ottobre 2014) – Dai modelli di consumo alimentare ai riti funebri, i messaggi commerciali sono in grado di influenzare profondamente le credenze delle persone, le loro aspirazioni, i valori e le pratiche culturali. Lo ha detto oggi la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite nel campo dei diritti culturali, Farida Shaheed.

Nella sua relazione all’Assemblea generale delle Nazioni Unite circa l’impatto della pubblicità commerciale e delle pratiche di marketing sui diritti culturali, la signora Shaheed ha chiesto un maggior controllo del settore della pubblicità e del marketing e ha esortato i governi a proteggere attivamente la libertà di pensiero, di opinione e di espressione, la diversità culturale e gli stili di vita, i diritti dei bambini per ciò che concerne l’istruzione e il tempo libero, la libertà accademica e artistica e il diritto di partecipare alla vita culturale e di godere delle arti.

Gli Stati membri che desiderano proteggere la diversità culturale devono proteggere le loro società da livelli eccessivi di pubblicità commerciale e di marketing, aumentando lo spazio per espressioni non profit” – ha detto l’esperta di Diritti Umani. A suo parere tale protezione sosterrebbe e aprirebbe il dibattito democratico in opposizione all’interferenza sul diritto alla libertà di pensiero e di opinione. (io interpreto così: “in opposizione all’interferenza sulla libera formazione di un pensiero e di un’opinione”)

La linea sempre più labile tra pubblicità commerciale e altri contenuti, la miriade di annunci che le persone ricevono ogni giorno, la diffusione di queste comunicazioni attraverso una grande varietà di supporti utilizzati in modo sistematico e integrato e il ricorso a tecniche volte a eludere il processo individuale razionale della presa di una decisione, solleva serie preoccupazioni” – ha aggiunto.

La signora Shaheed ha spiegato che la sua preoccupazione non è il cambiamento che si verifica nelle attività culturali e nelle visioni del mondo, ma si riferisce piuttosto alla quantità sproporzionata e onnipresente di pubblicità commerciale e di marketing nelle nostre società, che contribuisce a spostare gli equilibri su consumo e uniformità.

La Relatrice Speciale ha manifestato particolare preoccupazione per la crescente presenza di pubblicità nelle scuole. “Le scuole dovrebbero essere considerate uno spazio culturale distinto, che merita una speciale protezione dalle influenze commerciali – ha sottolineato -. La raccomandazione a vietare ogni forma di pubblicità commerciale e di marketing nelle scuole pubbliche e private è una delle più importanti tra quelle formulate nella mia relazione”.

“Raccomando anche di vietare ogni forma di pubblicità verso i minori di 12 anni, indipendentemente dal mezzo o dai mezzi utilizzati, con l’eventuale estensione di tale divieto ai minori di 16 anni, e di vietare l’utilizzo di bambini come testimonial di brand” – ha detto.

La signora Shaheed ha anche espresso preoccupazione per l’aumento della dipendenza della stampa e dei media audiovisivi dalle entrate pubblicitarie che fa il paio con l’aumento della concentrazione di grandi gruppi di inserzionisti. “Questo può avere un impatto significativo sul contenuto editoriale e sulla programmazione culturale“, ha detto.

“In diversi paesi, le organizzazioni che denunciano la pubblicità eccessiva e i cartelloni pubblicitari illegali sono state in gran parte ignorate e si sono trovate di fronte a cause legali per diffamazione da parte delle imprese di pubblicità”, ha detto, sottolineando il dominio di certe narrazioni rispetto ad altre nelle nostre società e il legame tra potere e cultura. “Da parte delle autorità esse non beneficiano del sostegno di cui invece godono le imprese che si lamentano del vandalismo sui loro cartelloni”.

Il Relatore Speciale ha anche sottolineato il forte divario tra la lentezza dell’azione di rimozione dei cartelloni illegali, rispetto alle molto superiori risorse destinate alla rimozione di graffiti illegali o murales artistici. “Qual è lo spazio dato all’arte rispetto alla pubblicità?”, ha chiesto.

La relazione completa in inglese e in  francese

La signora Farida Shaheed ha assunto le sue funzioni come Esperto Indipendente e poi come Relatore speciale in materia di diritti culturali nel mese di agosto 2009. Ha lavorato per più di 25 anni nella promozione e nella tutela dei diritti culturali, incoraggiando politiche e progetti volti al sostegno dei diritti dei settori emarginati, comprese le donne, i contadini e le minoranze religiose ed etniche. La signora Shaheed è stata il destinatario di numerosi premi per i diritti umani nazionali e internazionali, ed è un partecipante esperto nei negoziati a livello internazionale, regionale e nazionale. Come relatore speciale è indipendente da qualsiasi governo o organizzazione e si propone a titolo individuale.

UN expert in cultural rights calls for greater scrutiny and control of commercial advertising

NEW YORK / GENEVA (28 October 2014) – From food consumption models to burial rituals, social behavior and beauty canons, commercial messaging can deeply influence peoples’ beliefs, aspirations, cultural values and practices, today said the United Nations Special Rapporteur in the field of cultural rights, Farida Shaheed.

In her report to the UN General Assembly on the impact of commercial advertising and marketing practices on cultural rights, Ms. Shaheed called for increased scrutiny of the advertising and marketing industry and urged Governments to actively protect freedom of thought, opinion and expression, cultural diversity and ways of life, the rights of children with respect to education and leisure, academic and artistic freedom and the right to participate in cultural life and to enjoy the arts.

“States wishing to protect cultural diversity need to protect their societies from undue levels of commercial advertising and marketing while increasing the space for not-for-profit expressions,” the human rights expert said. In her view, such protection would support and open up the democratic debate, as opposed to interfering with the right to freedom of thought and opinion.

“The increasingly blurred line between commercial advertising and other content, the myriad advertisements people receive daily, the dissemination of such communications through a large variety of media used in a systematic and integrated way and the resort to techniques aimed at circumventing individual rational decision-making raise serious concern,” she added.

Ms. Shaheed explained that her concern is not that change occurs in cultural practices and world views, but rather relates to the disproportionate and omnipresent nature of commercial advertising and marketing in our societies, which contribute to shifting practices towards consumption and uniformity.

The Special Rapporteur noted particular concern about the growing presence of advertising in schools. “Schools should be considered as a distinct cultural space, deserving special protection from commercial influence,” she stressed. “A recommendation to ban all commercial advertising and marketing in public and private schools is one of the most important ones put forward in my report.”

“I also recommend to prohibit all forms of advertising to children under 12 years of age, regardless of the medium or means used, with the possible extension of such prohibition to children under 16 years of age, and to ban the practice of child brand ambassadors,” she stated.

Ms. Shaheed also expressed concern at the increased dependency of print and audiovisual media on advertising revenue coupled with the increased concentration of advertising groups. “This can significantly impact editorial content and cultural programming,” she said.

“In various countries, organizations denouncing excessive advertising and illegal billboards have been largely ignored and have found themselves facing defamation lawsuits by advertising companies,” she said, underlining the dominance of certain specific narratives over others in our societies and the link between power and culture. “They do not enjoy the same support from authorities as advertising companies that complain about their billboards being vandalized.”

The Special Rapporteur also pointed out the sharp disparity between the often slow action taken when removing illegal billboards, compared with the far greater resources devoted to removing illegal graffiti or artistic murals. “What is the space given to art compared to advertising?”, she asked.

(*) Check the full report (A/69/286): http://www.ohchr.org/EN/newyork/Pages/HRreportstothe69thsessionGA.aspx

Ms. Farida Shaheed took up her functions as Independent Expert and then Special Rapporteur in the field of cultural rights in August 2009. She has worked for more than 25 years promoting and protecting cultural rights by fostering policies and projects designed in culturally sensitive ways to support the rights of marginalized sectors, including women, peasants, and religious and ethnic minorities. Ms. Shaheed has been the recipient of several national and international human rights awards, and is an experienced participant in negotiations at international, regional and national levels. As Special Rapporteur, she is independent from any government or organisation and serves in her individual capacity. Learn more, log on to: http://www.ohchr.org/EN/Issues/CulturalRights/Pages/SRCulturalRightsIndex.aspx

– See more at: http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=15229&LangID=E#sthash.8zkTkNbP.dpuf


 

+ cultura x l'infanzia - pubblicità = bimbì. Condividi?
Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Lascia un commento