Bambini e libri nell’epoca degli schermi. Presentazione

 Tema di maggio: Bambini, ragazzi e libri. Roberto Denti diceva che un bambino assume i comportamenti degli adulti in termini di abitudine alla lettura. Può un bambino o un ragazzo diventare lettore in un’epoca dominata dagli schermi? “.

libriMeccanismi, rappresentazioni stereotipate della realtà, rincorsa narcisistica per l’adesione  a simboli che raffigurano il modello più accettato del momento. Il mio rapporto con molto di quello che passa sugli schermi si esaurisce qui. Nella mia interpretazione gli strumenti tecnologici che promuovono il “guardare”, alla lunga tolgono spazio allo sviluppo delle capacità di analisi e dello spiritico critico e limitano il contatto con la concretezza della realtà, che è sempre meno patinata e più complessa di quello che sembra osservandola da uno schermo. Insomma, io continuo a vedere una differenza sconfinata tra i linguaggi dei mezzi da cui si pretende di raccontare la realtà e la realtà stessa. Vedo un posizionarsi più o meno consapevole dentro un limbo che mi risulta straniante perchè è sempre più popolato di immagini, video, musiche e slogan che puntano esclusivamente a colpire (modellare?) l’immaginazione e sempre meno a spiegare o a promuovere l’autonomia dell’immaginazione. La limitazione dell’automia dell’immaginazione, sempre più eterodiretta, provoca effetti sulla psicologia dei bambini (e non solo)? Credo si sottovaluti enormemente questo interrogativo. Interessa la superficie: è lì, infatti, che si raggiungono vette più elevate di ascolti (nulla a che vedere con l’ascolto) e quindi è lì che conviene giocare la partita. Ma non è la mia partita.

Questa regressione dell’alfabeto, peggio, della fiducia nell’alfabeto rispetto all’immediatezza dell’immagine, mi evoca curiose analogie con quella che potrebbe essere stata la Comunicazione nel Neolitico o giù di lì, quando a disperanti suoni gutturali si affiancavano, per esprimersi, per farsi ascoltare, i graffiti e le incisioni nelle caverne. Oooh! Emozione! Magia!
Forse bisognerebbe attivare  una campagna di marketing per sensibilizzare le Soprintendenze del 12 mila d. C. alla tutela della nostra Comunicazione, come le attuali fanno con le incisioni rupestri…

Insomma, ecco perchè vedo nel libro il migliore degli antidoti. La lettura attiva nei bambini strumenti “analitici” necessari per interpretare e rendere innocue le vaghezze dei simboli che li assediano. E li fa crescere con la fiducia nella parola, nell’ascolto, nella propria immaginazione e nel contatto con se stessi, quest’ultimo messo a durissima prova anche dagli eccessi dell’interconnessione.

 A proposito di “alfabeto” vi segnalo una lucidissima analisi di Raffaele Simone che s’intitola “La terza fase”. Secondo Simone ci sono proprio due intelligenze (sequenziale e simultanea) che vengono stimolate dalla lettura e dalla visione. Sul sito ho postato una sua conferenza e ai tempi del vecchio sito Bimbi l’avevamo anche intervistato. A proposito del rapporto web – lettura vi segnalo un’analisi sempre attuale di Antonio Monaco, editore di Sonda, anch’essa realizzata ai tempi del vecchio sito.

@GiampRem

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