Bambini e libri nell’epoca degli schermi. Simona Vigoni per Bimbì

Il sito non delega la creazione di contenuti a genitori e organizzazioni socie. Ma nemmeno loro delegano la definizione di senso comune a un “media” e partecipano. Nel limite del possibile… tanto non c’è qualcosa da dire ogni giorno. Tema di maggio: Bambini, ragazzi e libri. Roberto Denti diceva che un bambino assume i comportamenti degli adulti in termini di abitudine alla lettura. Può un bambino o un ragazzo diventare lettore in un’epoca dominata dagli schermi? “.

libri di Simona Vigoni

Se riesci a far innamorare i bambini di un libro o di due o tre, cominceranno a pensare che leggere è un divertimento. Così forse da grandi diventeranno lettori. E leggere è uno dei piaceri e uno degli strumenti più grandi e importanti della nostra vita” (Roald Dahl)

Già…sono tentata, per affrontare questo argomento, di citare solo frasi fatte, filastrocche, poesie intorno all’arte di leggere un libro, all’amore per la lettura, al piacere dell’ascolto, che, credo, preceda temporalmente quello per la lettura…Non ricordo chi l’abbia detto, ma “il suono della voce del lettore-cantastorie resta importante. La sua figura è decisiva per stimolare la fantasia e la memoria del piccolo apprendista intento a toccare l’oggetto del racconto. G. Rodari nel suo libro “La Grammatica della Fantasia” scrive:

 “Una parola gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza, la memoria, la fantasia e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente”.

Avviene questo processo nell’assistere passivamente ad un programma in tv?

Certo che no! C’è differenza tra ascoltare un racconto e guardare la televisione.

Nel racconto e nella lettura di una storia il bambino immagina, cioè attiva delle rappresentazioni mentali della realtà che ha sentito narrare o che sta leggendo; si attiva così la ”creatività interiore” e si amplia lo “spazio mentale”. In questo modo la fantasia del bambino si arricchirà e la rappresentazione mentale della realtà avverrà anche in assenza della realtà stessa.

Nel secondo caso invece la mente funziona solo in presenza di stimoli esterni, considera solo ciò che è presente: ”la mente rischia di non riuscire a far tesoro delle esperienze, è come se tutto si dovesse svolgere soltanto nel contatto concreto con la realtà esterna disponibile”

Ascoltando racconti si costruisce lo “spazio intermedio” o spazio dell’invenzione, spazio a metà strada tra lo spazio interno (delle rappresentazioni) e lo spazio esterno (del reale, della percezione); tale costruzione non penalizza il contatto con il reale, anzi permette possibilità di integrare le due dimensioni.

Certo, il libro in quanto oggetto culturale è certamente per il bambino, percettivamente meno attraente di molti altri oggetti che passano tra le sue mani (mi riferisco al bambino molto piccolo, perché mi prendo cura di bambini molto piccoli). Ma la lezione, se di lezione possiamo parlare, più importante che possiamo regalargli è quella di appassionarsi, affezionarsi a questo oggetto che lo accompagnerà per tutta la vita (almeno si spera)…E questa lezione il bambino la apprende solo se dapprima saremo riusciti a mettere buone basi, a coltivare, sì, dico coltivare, questa passione …Coltivare rimanda ad una cura sollecita e quotidiana, rimanda etimologicamente ad un “culto”

E il culto rimanda ad una preziosità, (non si dice un oggetto di culto?) la preziosità di un libro che profuma di carta pulita e appena stampata, che ha una consistenza, un volume, un colore, un odore, un “carattere”…

E il culto rimanda alla sacralità dell’oggetto che proprio perché sacro è prezioso …

E coltivato rimanda ad un raccolto che dà buoni o cattivi frutti a seconda della cura sollecita del coltivare…

E coltivato rimanda a “colto” (colto, amante delle lettere, colto nel senso di coltivato…)

Da una buona coltivazione è probabile che si ottenga un buon raccolto…..

 Concludo questo intervento con queste parole e augurando a tutti buona lettura:

Libro!

Mi piace come ti apri:
Le tue pagine so girare.
Mi piace come ti chiudi
E so metterti sullo scaffale.

Posso leggerti
Al gatto, leggerti da sotto in su,
o forse….
Usarti come cappello!

Ti mostrerò al bebè.
Ti porterò con me
In un posto segreto
Dove stare da soli io e te.

E poi troveremo braccia di mamma
Per leggerti insieme prima della nanna.

……… (3) K. O’Connell George “Libro” Interlinea

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