Bambini e libri nell’epoca degli schermi. Silvio Oggioni per Bimbì

Il sito non delega la creazione di contenuti a genitori e organizzazioni socie. Ma nemmeno loro delegano la definizione di senso comune a un “media” e partecipano. Nel limite del possibile… tanto non c’è qualcosa da dire ogni giorno. Tema di maggio: Bambini, ragazzi e libri. Roberto Denti diceva che un bambino assume i comportamenti degli adulti in termini di abitudine alla lettura. Può un bambino o un ragazzo diventare lettore in un’epoca dominata dagli schermi? “.

libri

 di Silvio Oggioni (silogg ) – Teatro del Buratto

A questa domanda la mia prima immediata risposta è.. andando a teatro! Il teatro per l’infanzia infatti è di molto debitore al mondo della letteratura per i bambini. Da sempre gli spettacoli per i bambini hanno trovato ispirazione nella favolistica classica, fin da lontani tempi in cui il teatro bambini aveva certo maggiori finalità educative e moraleggianti, al cui servizio ottimamente fungevano le vecchie favole (più sul genere La Fontaine o Esopo che non stile Grimm..) che vedevano in scena principi dalle azzurre calzamaglie, vecchia streghe gracchianti e animali parlanti più o meno saggi;  beh questo almeno secondo mie (vecchie) memorie d’infanzia teatrale a Milano: teatro Angelicum, primi anni ’60… chi lo ricorda ?

Come si sa dagli anni ‘70 il teatro per/con i ragazzi è cambiato (e con lui molto altro attorno…) e  altri obiettivi, linguaggi, contesti narrativi e drammaturgici si sono sviluppati:  dall’animazione teatrale al nuovo Teatro per l’infanzia e i giovani. E’ arrivato un contributo per il rinnovamento  del teatro “adulto”, in particolar   modo al teatro di narrazione e alle prime esperienze di coloro che sono oggi riconosciuti tra i principali protagonisti di questa scena italiana, come  Marco Paolini,  Marco Baliani e altri ancora.

Ma tornando alle funzione del libro, inviterei a considerarlo come strumento per  riappropriarsi di tempi, modi, attenzioni e  pratiche che il consumo televisivo e ormai più diffusamente anche di app su tablet e smartphone  (oggi “pericolosamente“ in possesso anche di bambini pur piccolissimi!!).  Questi mezzi tendono a soverchiare. Hanno  certo tanti pregi,  ma anche non pochi difetti circa la stereotipizzazione, la chiusura solisisptica, la capacità quasi “ipnotica”,  l’abitudine a un “ascolto” distratto e meno focalizzato  ( multitasking…mah!?). A fronte di tutto ciò dunque la frequentazione teatrale può essere complementare e offrirsi come gradevole affascinante antidoto,  rinnovando la richiesta di ascolto dedicato, peculiare e partecipe, meglio ancora poi se capace di proporre un momento condiviso con il genitore che accompagna e/o  una relazione più diretta e coinvolgente con l’attore e la scena. 

Appunto nei percorsi di messa in scena di più parte degli spettacoli teatrali e di  percorsi creativi e laboratoriali per l’infanzia, lo spunto nasce dalla migliore narrativa per l’infanzia, moderna o contemporanea ma anche  più antica e classica, dove il teatro con i suoi diversi linguaggi – di figura con pupazzi ombre oggetti e così via, di clownerie e nuovo circo, di racconto visivo piuttosto che di suggestiva narrazione attorale – fa propri e interpreta, commenta o  rinnova, spunti e fascinazioni che sono nelle pagine del libro.  Utilizzando  sia testo e parole sia immagini o gioco grafico e di illustrazione e oggi nelle migliori librerie specializzate ( e voglio sempre ricordare il fondamentale ruolo della Libreria dei ragazzi di Roberto e Gianna)  troviamo – accanto a più facili e note edizioni, pesantemente  appoggiate da certo marketing editoriale – libri di grande raffinatezza creatività e suggestione. Questo è possibile grazie anche al lavoro – e al rischio – di editori specializzati e attenti a proposte di altissima qualità, da Corraini a il Castoro,  da Babalibri a Topipittori, per citare solo  i primi che mi vengono alla mente e certo dimenticandone altri di validi,  con cui a priori mi scuso .

Sulla base di queste considerazioni e stimoli come Teatro del Buratto frequentiamo da molti anni la lettura e il libro per l’infanzia, “agendoli”  in diversi allestimenti e proposte teatrali diversificate, con spettacoli di teatro di figura o di narrazione, con i nostri originali  percorsi-spettacolo,  con omaggi e riferimenti alle suggestioni di Nati per leggere  e così via.

Includerei però anche i laboratori teatrali nella scuola e concludo appunto citando un’esperienza (ancora in corso) di iniziative realizzate con alcune scuole dell’Infanzia e Nidi, coinvolti  nel progetto di ricerca sperimentale su “Infanzia e linguaggi teatrali” promosso dal Comune di Milano con le Università Bicocca e Cattolica e la collaborazione operativa della compagnia Alma Rosè, dalla cooperativa  La fucina e del Teatro del Buratto.  Proprio  in tale contesto abbiamo sviluppato un laboratorio ispirato da un bellissimo albo illustrato “L’onda” (di Suzy Lee ed. Corraini) dove un gioco-percorso ci ha portati lungo suggestivi sentieri fino a una morbida  spiaggia, che si poi  è coperta di onde del mare, dove abbiamo trovato, tra i doni che il mare ritirandosi ha lasciato sulla sabbia – conchiglie stelle marine rami bianchi e contorti –  un libro, “questo”  libro senza parole e di sole immagini, per aprirci a nuove narrazioni e viaggi nella fantasia e creatività (ecco il link del blog del progetto)

Dal racconto, al gioco espressivo e creativo per ritrovare il libro ! . .. e intanto televisione e tablet, dimenticati per un poco,  aspettavano “il loro turno” chiusi nella borsa o a casa !

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