Un sogno vero, il libro illustrato di Laura Boerci

“C’è un bambina. Poi un vaso cade sulla testa di una strega, allora la strega si arrabbia e le fa un incantesimo e lei non può più muoversi. Vedi? Guarda i fili. Questo è il suo innamorato, qui si baciano, vedi?”

un-sogno-veroSiccome ho avuto la fortuna di essere amico di Roberto Denti so che l’ultima cosa che si deve fare con i bambini è dire: “Leggiti questo libro! E’ bello!”. Infatti, dopo aver incontrato Laura Boerci al Gabbiano, ho usato con mia figlia di otto anni una tecnica infallibile: ho lasciato il libro sul  tavolino in sala, semi coperto da un giornale. Quando dopo cena è arrivata in sala, si è fiondata sul telecomando, l’ha visto e mi ha chiesto cosa fosse. Le ho detto: niente, cose di lavoro. L’ha preso, l’ha guardato, mi ha chiesto se poteva leggerlo. Mi interessava sapere come l’avrebbe interpretato, anzi era esattamente quello che volevo. Quindi  “non” le ho detto certo di si… ma sono stato sul vago. A quel punto, ciao tv, se l’è portato in camera, l’ha letto tutto d’un fiato ed è venuta a raccontarmelo, come spesso fa con gli altri.

Io le ho detto qualcosa solo delle illustrazioni. Perchè “Un sogno vero” (Ibiskos Editrice Risolo – 14 euro) è un libro che Laura Boerci, non potendo muovere le mani, ha illustrato dipingendo con la bocca. Sul web qualche traccia si trova, ma già la copertina rende, no? Il suo è un racconto con dichiarati riferimenti autobiografici: la strega cattiva che ha legato mani e piedi alla protagonista, la principessa bambina Laurella, nella realtà è un’atrofia spinale, una malattia invalidante che impedisce il movimento degli arti. Nel caso di Laura, la malattia non ha preso il sopravvento sulla volontà  di “rincorrere ed afferrare i propri desideri”, come si legge nell’ultima di copertina. Insieme all’Amore, questo è uno dei cardini del racconto. Si riaffaccia quindi il tema del limite, appena affrontato sul sito. E non può che essere così… perchè il limite, confinato nel rimosso dal linguaggio stereotipato della  “comunicazione”, a dispetto della “comunicazione” stessa, semplicemente, esiste. E ci riguarda tutti, in modalità che certo possono essere più o meno visibili, ma che sono soprattutto completamente diverse l’una dalle altre. Il problema sta proprio nel trovare il proprio equilibrio tra la sua accettazione e il desiderio vitale di andare oltre. In questo libro, pieno di positività, c’è più di un racconto, c’è più della “letteratura”. C’è un esempio, non replicabile né riassumibile in alcun cliché, di come una singola persona questo equilibrio lo abbia inseguito e raggiunto.

“Laurella cresceva e più il corpo s’indeboliva più il suo spirito si rafforzava. Per lei la vita era una splendida avventura, nonostante le difficoltà”.

Un sogno vero” è ricco di spunti. In modo lieve affronta il tema delicato del rapporto tra amore e disabilità. L’amore è il filo conduttore. L’amore tra genitore e figlio, ad esempio, che qualche volta può sfociare in eccesso di protezione e in involontario ostacolo allo sviluppo di un’identità che deve trovare la propria direzione. E poi c’è anche l’amore tra donna e uomo, molto ben raccontato nelle sue varie sfaccettature. Non è facile esprimersi in modo leggero su argomenti come questo, eppure è una storia che può piacere a lettori di tutte le età. Allegato al libro il cd “Tu sei speciale” del musicista Umberto Fortunato, compagno, nella vita, di Laura.

Sabato 22 marzo alle 16 Laura Boerci presenta “Un sogno vero” alla biblioteca di Rosate (Mi) in viale Rimembranze 2. Al termine merenda per tutti (evento passato)

@GiampRem

Laura Boerci è nata nel 1969. Si è laureata nel 1996 in Scienze politiche. Ha fondato la compagnia teatrale Legamani e scritto 18 commedie e diversi libri. E’ assessore al comunale a Zibido San Giacomo. Gestisce il centro culturale jazz Mi-Rò. E’ stata anche “Inviata a spinta”per Striscia la notizia.

 

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