La lavapaure? Non è una tecnologia

lavapaureSe ci fosse una signora capace di lavare le paure, di farle scivolare via dalla pancia e dalla testa, avrebbe un vestito nero e i capelli rossi. Proprio come la protagonista di “Non aver paura. Ovvero la Lavapaure”, lo spettacolo del Teatro del Buratto andato ieri in scena all’auditorium del Pime. Insomma, questo non è un post di servizio: lo spettacolo c’è già stato e chissà quando lo potrete rivedere, probabilmente nella prossima stagione (sbagliato: domenica 23 torna a Bì, la Fabbrica del Gioco e delle Arti a Cormano). Però ne scrivo lo stesso. Potete dare un’occhiata a questa pagina al dettaglio della trama, che riguarda appunto le paure dei bambini, qui invece voglio dirvi altro. Voglio raccontare che alla fine dello spettacolo i tre attori hanno chiesto al pubblico se qualcuno volesse raccontare le proprie paure. A quel punto qualcuno, non troppi, ha alzato la mano, e ha detto proprio due parole. Mia figlia non avrebbe alzato la mano neanche se le avessero promesso di portare tutto lo staff di Violetta alla sua festa di compleanno in estate. Figuriamoci per raccontare le proprie paure. Però quando le ho insinuato il dubbio che forse loro avrebbero potuto risolvere la paura della geometria, che forse disponevano di qualche strano intruglio, le si è illuminato lo sguardo. “Ok andiamo sotto il palco –  mi ha detto – però glielo chiedi tu”.

Ho pensato che deve proprio terrorizzarla, la geometria, per accettare di fare una cosa di questo tipo! Nello spettacolo Elisa Canfora e Stefano Panzeri erano fratello e sorella. Renata Coluccini vestiva i panni della “strega”…  che poi in fondo proprio strega non era (ma si sa, nell’immaginario comune, basta essere un po’ diversi dalla media per vedersi appiccicata etichette scomode). La risposta è stata netta: non ci sono pozioni per casi di questo tipo. E’ tuttavia consigliabile prima di tutto studiare e poi… giocare. Ma farlo in un certo modo. Per esempio facendo caso alle figure geometriche: la palla è una sfera. I quattro cantoni possono formare un quadrato. L’aquilone è un rombo. Un‘altra cosa importante per risolvere questa e altre paure, è non tenersele per sé. Parlarne. Dirle tutte. Allora sulla strada del ritorno a casa mi ha fatto l’elenco: le formiche rosse, che ti divorano e quindi quando vai letto devi coprirti benissimo i piedi e anche la testa. Il cibo, che se mangi troppo in fretta sbaglia strada e va nei polmoni. Le macchine, che ti  investono: occhio ad attraversare. E poi quelli che ti prendono in giro. E poi, e poi eccetera, eccetera. Alla fine era sollevata, probabilmente si è “conosciuta” meglio. Non che ne avessi bisogno, ma mi sono convinto una volta di più che nessuna tecnologia, nessun meccanismo, gioco o rappresentazione su piccoli schermi, può arricchire i bambini e dare loro benessere come la cultura. Esattamente come per gli adulti.

@GiampRem

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