Facebook, privacy e minori: sul NYT la posizione critica di alcune non profit Usa

nyt1
dal New York Times

Il rapporto tra Facebook e la privacy, con particolare riferimento a quella dei minorenni,  continua a far discutere gli americani. Secondo alcune organizzazioni non profit, tra cui in prima fila il Campaign Commercial Free Childhood, dopo la risoluzione dello scorso agosto nella “class action”, non è stato sciolto il nodo dell’utilizzo nelle “inserzioni sociali” (pubblicità) di nomi e immagini dei minorenni che hanno lasciato i propri dati sul social network. Nei social ads, Facebook può  associare  le inserzioni pubblicitarie ai  “Mi piace” espressi dal suo oltre miliardo di iscritti. Questa associazione avviene nelle bacheche degli “amici” di ciascuno, come spiegato qui (altre impostazioni sulla privacy sono qui).

La richiesta del gruppo di organizzazioni è che Facebook escluda di default questa possibilità con i minori di 18 anni. Ritenendo che l’accordo di agosto non risolvesse questo problema il CCFC ha rinunciato a ricevere 290 mila dollari da Facebook, la sua parte dopo la class action. Anche il New York Times si occupa della vicenda e riporta sia la tesi degli attivisti, sia quella di Facebook, che con una portavoce difende invece la risoluzione giudiziaria.

“La transazione giudiziaria approvata – si legge sul NYT, dal testo della portavoce di FB – offre vantaggi sostanziali per tutti su Facebook, compresi gli adolescenti e i loro genitori, e va oltre quello che qualsiasi altra azienda ha fatto per fornire ai consumatori visibilità e controllo sulle loro informazioni nella pubblicità. Gli stessi argomenti sulla legge statale sono stati sollevati e respinte dal tribunale lo scorso anno, e una dozzina di gruppi autorevoli continuano a sostenere la risoluzione.” Di seguito in blu la lettera inviata dal CCFC ai suoi sostenitori (si ringrazia Mauro Verde per la traduzione in italiano)

@GiampRem

Perchè ti chiediamo di aderire a Bimbì

 Caro sostenitore,
290.000 dollari è una cifra enorme per un’associazione non-profit come la nostra CCFC – più del 90% del nostro bilancio.
Quando ci hanno selezionato e abbiamo ricevuto questa somma inaspettata come parte della risoluzione della causa collettiva intrapresa, inizialmente ci siamo molto emozionati. CCFC faceva parte delle 13 associazioni non-profit individuate per avere un premio del genere come parte della risoluzione della causa Fraley v. Facebook. Fra le altre cose, la causa era contro l’utilizzo di nomi ed immagini nella pubblicità da parte di Facebook senza alcun consenso dei genitori.
Si sa che in tutte le risoluzioni bisogna venire a compromessi, ma credevamo che questa avrebbe aiutato a proteggere gli adolescenti che fanno uso di Facebook. Dopo aver letto le obiezioni fatte dalla difesa, il cui compito si allinea con il nostro, abbiamo incominciato ad avere dei dubbi e così ci siamo rivolti a una società indipendente di avvocati che proteggono i consumatori per avere un consulto in merito.

Noi adesso crediamo che questa risoluzione sia in realtà peggio che niente; infatti essa colpisce gli adolescenti e le loro famiglie simulando e dando ad intendere un aiuto e una protezione degli stessi che non esistono, non solo perchè sono illusori ma perchè vi è anche un indebolimento per il futuro nella protezione dei minori esposti su Facebook. Infatti è in aperta violazione della nostra missione di aiutare i genitori a crescere famiglie sane limitando l’accesso commerciale ai bambini.

E’ per questi motivi che noi rifiutiamo questa enorme cifra e ci opponiamo alla risoluzione stessa. Oggi abbiamo inoltrato una lettera alle Corti di Appello del Nono distretto chiedendo alla Corte di ribaltare urgentemente la deliberazione al fine di trovare un accordo con Facebook che realmente tuteli i minori. E’ la prima volta che accade che la difesa rinunci a un premio così considerevole al fine di opporsi alla risoluzione.

Ecco cosa si può fare per dare un aiuto :
– Condividere questa storia dal NY Times che elenca tutte le obiezioni fatte dal gruppo di esperti avvocato alla risoluzione su Facebook
– diffondere la voce del nostro impegno come associazione CCFC condividendo questa mail con amici e familiari, cosi come su Facebook e Twitter
– siamo orgogliosi del fatto che noi fermamente teniamo in considerazione il valore dei bambini più del bilancio finale della associazione, anche se  ci è costato tanti soldi. Vogliate cortesemente prendere in considerazione un vostra donazione speciale alla nostra associazione.

Ci rendiamo conto che è piuttosto insolito per una piccola associazione non-profit come la nostra rinunciare a una cospicua somma di denaro, avremmo potuto fare tante cose con 290.000 dollari, ma abbiamo preferito non accettare questa risoluzione perché ci rendiamo conto che va contro la privacy e la protezione dei minori su Facebook. Non scendiamo a compromessi con la nostra integrità , la fiducia dei nostri sostenitori e specialmente il benessere dei bambini.
Grazie per tutto quello che farete…

Susan Linn & Josh Golin
Director & Associate Director
CCFC

Dear Supporter,

$290,000. That’s a ton of money for a small nonprofit like CCFC—more than 90% of our 2013 budget.

When we were selected to receive that windfall as part of the settlement of a class action lawsuit, we were initially thrilled. CCFC was one of thirteen nonprofit organizations chosen to receive a cy pres award as part of the settlement of the Fraley v. Facebook lawsuit. Among other issues, the lawsuit addressed Facebook’s use of teenagers’ names and images in advertisements without permission from parents.

We knew that all settlements are compromises, but we believed this one would help protect teens on Facebook. But after reading objections from advocacy groups whose work aligns with ours, we began to have doubts. So we consulted an independent firm of consumer protection lawyers to get their expert opinion.

We now believe that this settlement is actually worse than no settlement. It harms vulnerable teenagers and their families under the guise of helping them. Its purported protections are largely illusory and it will actually undermine future efforts to protect minors on Facebook. In fact, it is in direct violation of our mission to help parents raise healthy families by limiting commercial access to children.

For these reasons, we are refusing the money and opposing the settlement. Today we filed a letter to the Court of Appeals for the Ninth Circuit urging the court to overturn the settlement and spur the plaintiffs and Facebook to negotiate an agreement that would really protect minors. It’s the first time—ever—an advocacy organization has turned down a cy pres award in order to oppose a settlement.

Here’s what you can do to help:

  • Share this story from today’s New York Times which details CCFC’s and other advocacy group’s objections to the Facebook settlement.
  • Spread the word CCFC about CCFC’s unwavering commitment to children by sharing this email with family and friends. And please share it on Facebook & Twitter, too.
  • We’re proud that we steadfastly value children more than the bottom line. And we’re proud of this decision, even though it was costly. We hope that you’re proud, too. Please consider a special donation to CCFC today. 

We recognize that it’s unusual for a small nonprofit like us to turn down such a large sum of money. We could do a lot of good with $290,000. But we choose not to benefit from a settlement which we now realize is harmful to children and will impede future efforts to protect minors’ privacy on Facebook. We will not compromise our integrity, the trust of our supporters, and, especially, the wellbeing of children.

Thanks for you all you do,

Susan Linn & Josh Golin
Director & Associate Director
CCFC

 

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.