#Allonsenfants, IX puntata: al Trillino Selvaggio (e al Munlab e da Beba Restelli)

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27/2/2015: l’assemblea straordinaria di oggi ha chiuso l’esperimento associativo. Motivo: l’idea di “associazione” non si è rivelata rispondente a un bisogno vero. La linea e le caratteristiche del sito, che era e rimane una mia iniziativa privata, sono confermate.
@GiampRem

Dopo la tripletta del week end appena passato (laboratorio di Beba Restelli, Munlab e Trillino Selvaggio), il cartellone di #allonsenfants entra in dirittura d’arrivo. Resta ancora solo una chicca imperdibile e cioè il laboratorio Metodo Munari del 14 dicembre, a cura di Munaria. Ieri sono stato al Trillino Selvaggio e ancora una volta ho potuto raccontare alle mamme presenti quello che stiamo cercando di fare. Milano ha una ricchissima offerta di proposte creative per i bambini. Nessuna di esse ha l’ambizione di sostituirsi al gioco libero, semmai di affiancarlo. C’è un problema: le proposte legate all’infanzia fanno fatica a trovare spazi significativi sui media, dove spesso tutto si riduce a segnalazioni di poche righe. Il primo effetto prodotto da questa situazione, l’impossibilità di distinguere davvero una proposta da un’altra, potrebbe sembrare innocuo. E’ davvero così importante distinguere?

Per distinguere le proposte bisogna che qualcuno le vada a vedere e le racconti con regolarità. Chi ha interesse a farlo? Non in troppi, direi, ma non per cattiveria o snobismo. E’ meraviglioso poter accedere gratuitamente a tanti mezzi di informazione, ma ogni scelta ha una conseguenza: se il servizio non si paga, il sito deve trarre la sostenibilità dalla pubblicità, che fa incassare in proporzione alle migliaia di clic accumulati. Essendo i siti alcuni miliardi, il valore della pubblicità è calato e per raggiungere un numero di accessi significativo non basta scrivere un bell’articolo o raccontare un bello spettacolo teatrale. Bisogna accumulare migliaia e migliaia di pagine senza stare troppo a sottilizzare. A me pare che accettare questa logica tolga forza e dignità al contenuto. E ad ogni tipo di contenuto, non solo a quello che racconta di “nasi rossi” e di “robe per bambini”. Mi pare che questa logica strumentalizzi il contenuto rendendolo non il fine ma un mezzo: quello che conta, infatti, è ottenere visibilità per gli annunci.

Davvero è innocuo che ogni parola detta o scritta diventi un format concepito per catturare visibilità? Che la “visibilità”  sia il metro di giudizio? Se nella comunicazione non c’è possibilità di dedicare tempo alla cultura per l’infanzia, tutto rischia di sembrare una variante dell’animatore col naso rosso. E allora piano piano anche sul territorio diventa sempre più un lusso puntare sui contenuti. Sperimentare, rinnovarsi, cercare nuove strade. Di conseguenza le proposte per i bambini finiranno a loro volta per assomigliarsi e per rincorrere la moda o il cliché che in quel momento s’impone di più sui media. Uno stereotipo che si somma a un altro stereotipo: deprimente per chi con i bambini ha dei progetti da anni, per chi li vuole raccontare e più che mai… per i bambini stessi. E’ questo l’ambiente nel quale intendiamo far crescere i nostri figli? E’ in questo modo che si formeranno uno spiritico critico per difendersi dalle rappresentazioni e dagli stili di vita che piovono dal piccolo schermo?

Ecco perchè io credo che oggi l’unica strada per mettere l’accento sui bambini, e sulle attività che creano anticorpi agli stereotipi, è non cercare la sostenibilità nella pubblicità e nei suoi meccanismi, ma direttamente presso le organizzazioni culturali e dai singoli genitori/insegnanti. Non do certo per scontato che questo genere di informazione interessi. Ma se interessa, allora scegliere di pagarla è il gesto più indisciplinato e liberante che potreste fare. Non sareste i soli: ecco l’elenco di chi ha iniziato a farlo.

 @GiampRem

Le tappe precedenti dell’#allonsenfants tour
1) 6 ottobre 2013: con il Teatro Mangiafuoco alla Società Umanitaria
2) 13 ottobre: al Castello con Ad Artem e al Munlab
3) 20 ottobre: al Gabbiano la disabilità incontra la moda
4) 27 ottobre: al Teatro del Buratto
5) 9 novembre: al Laboratorio di Beba Restelli
6) 10 novembre: alla Società Umanitaria, al Munlab e allo Spazio Oberdan
con la Cineteca Italiana
7) 17 novembre: lo spettacolo di Takla
8) 23 novembre: al Teatro Out Off con Luca Uslenghi

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