#Allonsenfants settima puntata: Piccole Meraviglie con Takla al Trillino Selvaggio

27/2/2015: l’assemblea straordinaria di oggi ha chiuso l’esperimento associativo. Motivo: l’idea di “associazione” non si è rivelata rispondente a un bisogno vero. La linea e le caratteristiche del sito, che era e rimane una mia iniziativa privata, sono confermate.
@GiampRem

takla2Di questa settima puntata del tour mi resteranno impressi gli sguardi dei bambini: le piccole meraviglie appunto. Quelle dei più piccoli, che ho visto domenica mattina, e quelle dei più grandi, domenica pomeriggio. In quegli sguardi e nella performance di improvvisazione che Takla ha portato al Trillino Selvaggio, ho visto meglio che in una tv ad alta definizione uno dei punti cardine del progetto Bimbì. Ho visto ogni sovrastruttura lasciare spazio al contenuto, ho visto il disordine e lo scompiglio dei movimenti dei bambini elevati a virtù e l’ingovernabilità (dall’alto) che trova una risposta capace di organizzarsi da sola (dal basso). I bambini sono partiti intimiditi ma poi si sono lasciati andare. Hanno tirato fuori  tutta la loro energia e questo insieme di vitalità danzante ha trovato il modo di auto-regolarsi. Mentre Filippo Monico suonava alla sua maniera una curiosissima batteria, Cristina Negro danzava e i bambini la seguivano. E poi lei seguiva i bambini, in un gioco di rincorsa alla Meraviglia che assume ogni volta uno sguardo e una risposta diversa.

L’adulto non rinuncia assolutamente alla responsabilità e al suo ruolo di punto di riferimento (nel caso in questione servono anni di studio per allestire una perfomance senza farsi travolgere dai piccoli performer…), ma se ne serve in modo lieve, invisibile, senza cioè far prevalere la propria “sovrastruttura” sul contenuto. Usa i propri strumenti per mettersi in posizione di ascolto e di dialogo rispetto al bambino.

E’ qui che intravedo una metafora del percorso di questo sito. E’ perfino ovvio che servono un’organizzazione e una strategia, è perfino ovvio che anche una “comunicazione” (ormai sono allergico a questo termine) ben studiata sono necessari e sortiscono un buon effetto. Ma nel rivolgersi alle persone – adulti o bambini, il principio resta identico – si deve puntare sul contenuto, non sulla “comunicazione” e gli effetti speciali. Altrimenti sarà un attimo scoprire che è infinitamente più conveniente destinare il 99% delle risorse alle “campagne” e ai loro meccanismi e l’1% alla creazione di contenuti. Non è forse, molto spesso, già così?

Partire dal basso nella diffusione è, quindi, un’altra scelta inevitabile, non importa se sarà o no efficace. Il modello Bimbì, se interessa, deve diffondersi il più possibile selvaticamente. Senza cioè il solito pigiamino stirato e i capelli ben pettinati che nell’immaginario diventano la solita mamma e il solito papà che sorridono nella solita foto con il solito bambino, il solito titolo slogan, il solito sommario fatto ad arte. “Ma così ci vorranno cent’anni!” è l’obiezione ricorrente. Non è vero, ce ne vorranno almeno trecento… ma solo se quello che Bimbì ha individuato non è un bisogno. Se mi si rompe il passeggino io non risolvo il problema andando a mettere il “mi piace” sul profilo facebook dell’azienda produttrice: me lo vado a comprare. Per me qui è la stessa cosa: è un bisogno oppure no accedere a un sito senza pubblicità, che ha messo in rete un campione rappresentativo della cultura per l’infanzia, che considera  proposte come quella di Takla (ma ce ne sono tante altre, anche tra quelle che non hanno ancora aderito, che non sono da meno  nel fornire  anticorpi!) ciò che serve ai bambini per crescere in salute… non meno di un buon passeggino?

Più parlo con i genitori agli incontri di #allonsenfants  più mi rendo conto che la consapevolezza c’è: in un sistema della comunicazione dominato dai meccanismi del marketing commerciale, e dove tutto è gratis non solo per filantropia, la cultura per l’infanzia fatica a conquistare spazi  dignitosi. Si tradurrà questa consapevolezza in azioni concrete? Non lo so. So solo che non vedo  nessun settimo cavalleggeri, nessun cavaliere bianco a cui delegare: perchè i nostri figli crescano sapendo che esiste anche un’aria diversa da respirare, ciascuno deve fare la sua parte. Il sito la sta facendo nel tempo che si è dato, le organizzazioni culturali che hanno aderito lo stanno facendo… ora resta da verificare la posizione delle singole persone. Se chiuderemo il cerchio avremo pronto il  campione rappresentativo di quello che proveremo a realizzare su più vasta scala nel 2014. Anche confrontandosi, perchè no, con enti non commerciali che potrebbero finanziare il sito.

Grazie a Takla, grazie al Trillino Selvaggio, grazie per l’ascolto alle mamme e ai papà presenti. Un grande grazie anche a Munaria, tra le primissime realtà aderenti: il laboratorio di sabato sarà ripreso nelle prossime settimane. La partita continua. 😉

@GiampRem

Le tappe precedenti dell’#allonsenfants tour
1) 6 ottobre 2013: con il Teatro Mangiafuoco alla Società Umanitaria
2) 13 ottobre: al Castello con Ad Artem e al Munlab
3) 20 ottobre: al Gabbiano la disabilità incontra la moda
4) 27 ottobre: al Teatro del Buratto
5) 9 novembre: al Laboratorio di Beba Restelli
6) 10 novembre: alla Società Umanitaria, al Munlab e allo Spazio Oberdan
con la Cineteca Italiana

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