Yes limits! #Allonsenfants, VI puntata: all’Umanitaria con il Teatro Mangiafuoco, al Munlab e allo Spazio Oberdan con la Cineteca italiana

27/2/2015: l’assemblea straordinaria di oggi ha chiuso l’esperimento associativo. Motivo: l’idea di “associazione” non si è rivelata rispondente a un bisogno vero. La linea e le caratteristiche del sito, che era e rimane una mia iniziativa privata, sono confermate.
@GiampRem

Taina 4Penso serva tutta la determinazione che leggo negli occhi di questa mamma per consegnare ai bambini strumenti di difesa. Non ho visto il film da cui è tratta questa immagine che mi conquista (Tainà – lunedi 11 alle 14 e mercoledi 13 alle 10 allo Spazio Oberdan per le scuole in Piccolo Grande Cinema) ma ho letto che i “cattivi” ci sono e sono ben riconoscibili: banditi che invadono la foresta amazzonica. Qui e ora “cattivo” è invece uno stordimento che ogni tanto scambiamo persino per piacere. Che sembra innocuo, al massimo un po’ ridondante, ma che invece finisce per renderci impermeabili a tutto.

Cattivo è anche un meccanismo che toglie senso alla ricerca sui contenuti. Lo sperimento una volta di più in questo microcosmo con  l’accento sulla i. Con un po’ di sforzo potrei riempire il sito non solo di più appuntamenti per i bambini ma anche di interviste e inchieste. Ma sul vecchio bimbi.it, che ho curato per 16 anni e dove questo lavoro lo facevamo ogni giorno in tre, 90 disegni da stampare e colorare registravano da soli quasi la metà dei clic delle restanti 30 mila pagine pubblicate. “Potrebbe essere utile dare più spazio alle iniziative per i piccolissimi – mi diceva una mamma ieri alla Società Umanitaria. – Ce ne sono poche, bisogna raccontarle“. Vero. Ma se il vostro unico incasso dipendesse dalla pubblicità, e di conseguenza dai clic da ammucchiare nell’ordine dei milioni (mi creda, amica mamma, purtroppo non li si raggiunge con l’argomento che suggerisce lei), voi su cosa puntereste? E se vi accorgeste che riempirsi di disegni da colorare non basta… andreste a cercare notizie, a intervistare dieci tra scrittori, insegnanti, illustratori e bibliotecari sul rapporto tra bambini e lettura… oppure dedichereste quel tempo a rastrellare testi di canzoni, fiabe e “contenuti sempreverdi” sul web? Più promozione del pensiero creativo o più oroscopi? Informazione o intrattenimento? Aprile, tornano le rondini e portano lo speciale allergia dell’anno prima, nei secoli dei secoli. E che ne dite del buzz marketing? Il dialogo, soprattutto se brandizzato, arricchisce. Ciao, come stai? E le vacanze? Hai mai provato questo prodotto?

Avverto un leggero rischio di omologazione, ma sarà un’inquietudine solo mia, forse è il cambio di stagione. In fondo cosa c’è di male… e allora benvenuti nella redazione di un media i cui contenuti sono accessibili gratis grazie al generoso (si, come no) sostegno della pubblicità. Anche voi, adesso, con le vostra scelte concorrerete nella determinazione del senso comune nel quale i vostri figli cresceranno. Che sarà quello di una tv commerciale: rilassati, anzi meglio, rassegnati. Puoi, anzi meglio, devi, avere tutto senza limiti e gratis: con l’intrattenimento sanitario obbligatorio (me lo sono inventato adesso, non cercatelo su Google) gli incassi sono in proporzione all’audience.

E invece io non mi rilasso e non mi adeguo, perchè penso che questa illusione “no limits” stia asfaltando tutto. La vedo come un’esondazione che esce dagli schermi e travolge il senso stesso di “ricerca” sui contenuti: nella comunicazione e sul territorio. Sperimentare, dedicare tempo ed energie allo sviluppo creativo dei bambini, non è solo inutile: è proprio dannoso, perchè costa di più, perchè non è detto che il risultato abbia forza di attrazione e… perchè si creano anticorpi culturali.

Nel racconto della “comunicazione” (da quello che filtra al di là delle parole) le differenze sfumano piano piano e dagli schermi al territorio germoglia un comune sentire dove tutto tende a uniformarsi in quanto “mezzo”. Un animatore non è poi così diverso da un attore teatrale, uno spettacolo più o meno vale l’altro, così come un laboratorio, una mostra, un cartone animato, un sito, un varietà. Siamo tutti “mezzi” intercambiali perchè l’unico fine che realmente conta, in questa logica, è ammucchiare un target elevato, meglio se davanti a uno schermo, per profilarlo e provare a vendergli qualcosa. Come andate in matematica…?

+ risorse nel marketing della comunicazione – per la creazione di nuovi contenuti = stereotipi.

Grazie a Beba Restelli dove sono stato sabato, al Munlab, (che ha relazionato via mail! 😉 ) al Teatro Mangiafuoco e alla Cineteca italiana che hanno aderito al progetto Bimbì e che in questo week end mi hanno ospitato permettendomi di dire qualcosa ai genitori presenti. E cioè che a febbraio è nata un’associazione che mette in rete queste e altre importanti organizzazioni culturali per l’infanzia milanesi e che vede nel sito il punto di riferimento on line. A fine anno, dal numero delle vostre adesioni capiremo se avrà senso continuare o se dovremo accettare, appunto… il limite.

@GiampRem

Le tappe precedenti dell’#allonsenfants tour
1) 6 ottobre 2013: con il Teatro Mangiafuoco alla Società Umanitaria
2) 13 ottobre: al Castello con Ad Artem e al Munlab
3) 20 ottobre: al Gabbiano la disabilità incontra la moda
4) 27 ottobre: al Teatro del Buratto
5) 9 novembre: al Laboratorio di Beba Restelli

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