#allonsenfants tour, seconda puntata: al Castello con Ad Artem e al Munlab

27/2/2015: l’assemblea straordinaria di oggi ha chiuso l’esperimento associativo. Motivo: l’idea di “associazione” non si è rivelata rispondente a un bisogno vero. La linea e le caratteristiche del sito, che era e rimane una mia iniziativa privata, sono confermate.
@GiampRem

elefante5L’#allonsenfants tour di questa settimana prevedeva due tappe: il Castello Sforzesco, grazie a un’iniziativa di Ad Artem, e il Munlab, che organizza laboratori con il Metodo Munari. Mi piace sempre di più l’idea di confrontarmi di persona  con i genitori e gli insegnanti che ho la fortuna di incontrare. Il confronto è una palestra necessaria, soprattutto se non si parte con la presunzione di voler convincere tutti. Certo in un tempo limitato è difficile riuscire a spiegare davvero tutto… ma anche questo fa parte del gioco: “Impara la sintesi!!”, mi dico da solo. Le mission impossible come questa qualche energia te la tolgono, ma qualcosa di positivo te lo lasciano. Rivedo ad esempio il vecchio nemico di un tempo, il mio stesso limite, che torna a trovarmi. E però stavolta mi dà soddisfazione scoprire che ho imparato ad accoglierlo.

Entra, accomodati, limite, come ti manifesterai stavolta? Le obiezioni più comuni che ricevo sono: “C’è pubblicità e pubblicità, perchè fare di tutta l’erba un fascio?” oppure “Così rischiate di non farcela e sarebbe un peccato”, oppure “Ma anche voi promuovete il vostro sito…”, o ancora “E’ difficilissimo: le persone non si autodeterminano…“. Lo so perfettamente che  è un percorso in salita e che impossibile convincere tutti. Dopodichè, mi guardo dentro e scopro che questo non basta a farmi cambiare idea. Se nella comunicazione domina un meccanismo che premia economicamente in proporzione alla capacità di aggregare numeri, difficilmente la cultura per l’infanzia (figuriamoci l’handicap e il volontariato, altro tema portante del sito…) potrà diventare davvero centrale. Resterà, come adesso, un simpatico accessorio da usare nella pausa tra uno schermo e l’altro. Quale senso comune, rispetto all’infanzia e non solo, può nascere da questa distorsione? Cosa succede a bambini investiti fin dalla nascita dagli effetti di questa “normalità”? Si deve per forza essere complici di questo pensiero unico o, nel rispetto di chi la vede diversamente, si può pensare e provare ad agire per costruirne un altro dal basso?

Voglio dire grazie ad Ad Artem e al Munlab per avermi dato ieri la possibilità di incontrare persone. Grazie al gruppetto di genitori che mi ha dedicato attenzione al Castello. Grazie alle insegnanti (e alla studentessa) del piacentino con le quali, al Munlab, c’è stato un bel dialogo. Entro dicembre avremo la risposta alla domanda chiave: abbiamo intercettato un bisogno così forte e diffuso da diventare voglia di partecipazione?

A proposito dell’accettazione del  limite, l’#allonsenfants tour (guarda il calendario completo) prosegue domenica prossima al Gabbiano: in occasione della Sagra di Baggio sarà allestita una mostra di vestiti disegnati dalle persone con disabilità. Io ci sarò. Ma attenzione, c’è una tappa anche alla Fabbrica del Gioco e delle Arti a Cormano: cercheremo di avere una presenza anche lì.

@GiampRem

– 6/10/2013 prima puntata: Teatro Mangiafuoco all’Umanitaria

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