Teatro del Buratto, parte con Oz la stagione 2013

OzUn viaggio per tornare a casa, alle proprie radici. Per fissare nei bambini, in qualche angolo della loro memoria, che tutto quello che cercheranno… potrebbe essere nascosto da qualche parte dentro di loro. Proprio dove lo avevano lasciato per poter crescere. “Oz, lungo il sentiero delle storie” dà il via alla trentottesima edizione della stagione del Teatro del Buratto e ne conferma tutta la qualità. La nuova produzione a cura di Aurelia Pini (in scena con Chiara Rodeghiero) si ispira al Meraviglioso Mago di Oz di Frank Baum. Il ciclone sradica la casa di Dorothy e la porta lontano. Ma lei, insieme al suo cagnolino Toto, non si spaventa. Anzi, ne approfitta per conoscere il mondo e accetta la sua avventura. Incontra streghe buone e cattive. Trova lo Spaventapasseri alla ricerca di un cervello che lo aiuti a pensare e poi l’Uomo di latta che cerca un cuore per amare e ancora il Leone che non ha coraggio. Una carovana di persone che si aiuta come può, che va verso la speranza fino a scoprire di avere già quello quello che cerca: la verità della ricerca, l’autenticità del viaggio, sono infatti già tutto quello che si può avere. Esattamente il contrario di quello che capita a Oz, il mago imbroglione, che volendo rappresentare quello che gli altri hanno bisogno di vedere in lui, ha rinunciato per convenienza a se stesso.

Il viaggio di formazione di Dorothy non avrebbe quindi lo stesso significato se lei perdesse il filo che può riportarla a casa. Il recupero della propria dimensione infatti è parte integrante della formazione e questo è forse la sfumatura più intensa dello spettacolo del Buratto. Soprattutto se applicata a un tempo come l’attuale, in cui sono così tanti gli stimoli che spingono verso l’esterno o verso l’adesione a modelli già pronti. “Il viaggio è la scoperta – spiega Aurelia Pini -. Il ritorno è rielaborare  la scoperta e farla  propria per sempre, dandogli una lettura personale. Solo dopo il ritorno si può essere davvero pronti a un nuovo viaggio”.  Qualità è riuscire a dire tutto questo con un linguaggio leggero, giocoso e adatto al pubblico dei piccoli. Lo spettacolo utilizza tecniche miste (narrazione, musica, pittura dal vivo, animazione di oggetti di uso quotidiano) ed è adatto a un pubblico di bambini di 3/8 anni. In scena domenica 13 ottobre alle 16 alla Sala Girardi del Pime.

Nella giornata di apertura è in scena anche la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani (Milo e Olivia) con “Kolòk, i terribili vicini di casa”, per un pubblico di bambini di tutte le età. Milo e Olivia hanno un’esperienza internazionale: il primo si è diplomato all’École Nationale de Cirque” (Cirque du Soleil) di Montréal. La seconda è figlia d’arte, si è diplomata all’”Accademia del Circo” di Cesenatico: entrambi hanno completato la loro formazione in California presso la “Dell’Arte International Theatre School”. All’Auditorium del Pime   alle 16,30.

 Il Pime è in via Mosè Bianchi 94, informazioni e prenotazioni al tel. 02/27002476

@GiampRem

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