Il castello incantato

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castello

a cura di Ad Artem

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, un castello…”Ehi, ma ci sono ancora!!!”. “Ma chi ha parlato?” “Sono io, mi presento, il mio nome è Castello Sforzesco”. “Ma è impossibile, un castello non parla!!!” “E chi l’ha detto, scusa? Io parlo in continuazione, tuuuuuutto il giorno. Sono molto vecchio, perciò ho un sacco di storie da raccontare ma la gente, al giorno d’oggi, è così distratta. Tutti vanno di corsa, sempre con il telefono in mano o le cuffie per la musica nelle orecchie, e nessuno mi sta a sentire. Eppure ne ho di cose interessanti da dire…ehmmm…ma magari a te andrebbe di ascoltarle…che ne dici?

La mia storia inizia moooooolto tempo fa, nel 1368. E sì, sono davvero vecchio, pensa che ho ben 645 anni…ma non li dimostro, vero? In realtà, nel corso del tempo, ho rischiato molte volte di essere distrutto e se guardi con attenzione sulle mie torri rotonde puoi trovare ancora i segni lasciati dai colpi di cannone che mi hanno colpito.

Mi ha fatto costruire molto tempo fa un Signore di Milano che si chiamava Galeazzo II Visconti. Lui abitava a Pavia, ma voleva che i terreni di suo proprietà qui in città e poco fuori fossero al sicuro, per questo decise di costruire una roccaforte, cioè un castello molto resistente dove abitavano i soldati che dovevano proteggere le terre e i cittadini del Ducato di Milano.

All’inizio qui vivevano solo i soldati e io, devo ammetterlo, ero un po’ bruttino: nessun pittore aveva dipinto sulle mie mura e nessuno scultore aveva realizzato statue per decorarmi. Ma, all’epoca, era importante che fossi forte e non bello. Sono passati gli anni e alla fine, come vi dicevo, mi hanno distrutto…è stato davvero un brutto periodo per me! Ma poi è arrivato Francesco e mi ha ricostruito per intero. Anche suo figlio, Galeazzo Maria si è occupato di me. Egli aveva deciso di venire a vivere proprio qui, insieme a sua moglie Bona. Ma non poteva certo venire ad abitare in posto brutto, lui era un duca, una persona importante, e così ha chiamato architetti, pittori, scultori per…sì…diciamo… rifarmi il look!! Alla fine sono uscito proprio bello!!!

Ricordo quanto rumore c’era in Piazza d’Armi, quel grande cortile che trovi entrando. Qui i soldati si allenavano con spade, lance, archi e balestre…erano proprio forti e non si stancavano mai. Per anni, all’interno delle mie sale sono passati personaggi importanti, nobili, artisti, conti e dame. Per non parlare delle feste; al duca e alla duchessa piacevano un sacco le feste. Si ballava per tutta la notte, si giocava a carte e a scacchi, e si mangiava tantissimo. Nelle mie stanze, però, non solo si mangiava e ci si divertiva, ma si doveva anche lavorare. Fare il duca, infatti, è un lavoro importante e faticoso, erano tante le questioni di cui si doveva occupare. E non dimenticarti che all’epoca non c’erano i computer, i telefoni, la televisione, e per comunicare con persone lontane bisognava scrivere una lettera. Ecco perché c’era sempre un postino a cavallo pronto a partire per consegnare il messaggio nel minor tempo possibile.

Eh, sì…erano proprio altri tempi…

Ma ora si è fatto un po’ tardi…ho tanto altro da raccontarti, però, quindi se vuoi venire a trovarmi sono certo che ti divertirai tantissimo a scoprire altre storie e segreti.

A presto….”.

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