We volunteer, we learn: il Gabbiano vola a Rotterdam

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Gabbiano in volo © A.Drean – Fotolia.com

Il 10 e 12 aprile si è tenuto a Rotterdam in Olanda un convegno conclusivo del progetto “WE VOLUNTEER, WE LEARN – Valorizzare le competenze che si acquisiscono nel volontariato”, che ha visto il coinvolgimento di diverse realtà italiane ed europee impegnate nel volontariato (Danimarca, Spagna, Olanda, Inghilterra). L’obiettivo del progetto è quello di mettere a confronto i modelli di certificazione delle competenze europee che i volontari maturano grazie al volontariato e che possono essere valorizzate sia in ambito personale che professionale.
L’Associazione Il Gabbiano – Noi come gli Altri è stata invitata a Rotterdam come rappresentante delle realtà di volontariato italiane. Già a novembre 2012 una delegazioni dei rappresentanti delle realtà europee era venuta a farci visita per conoscerci (occasione in cui abbiamo distribuito i nostri calendari, che molti hanno riferito avere appeso in ufficio!).
Lo scenario del volontariato olandese che è stato presentato è per molti aspetti diverso da quello italiano. Le differenze sono principalmente legate al riconoscimento del volontariato come percorso di crescita personale e come elemento di valorizzazione individuale.
Si parte a fare volontariato già dalla scuola. I giovani adolescenti tra i 13 e i 15 anni sostengono, durante il percorso di studio, un monte ore di volontariato di circa 30 ore distribuite in due anni. Spesso le scuole prevedono una settimana di chiusura per consentire a tutti gli studenti, per esempio già impegnati in altre attività formative e/o sportive, di poter vivere pienamente questa esperienza. Anche se può sembrare poco spontaneo, l’accompagnare gli studenti a conoscere altri aspetti della vita quotidiana, consente loro di essere più sensibili, nella relazione con chi è in difficoltà, e a essere cittadini più consapevoli.
Il volontariato diventa inoltre una risorsa positiva, per esempio nei casi di persone disoccupate, a rischio di emarginazione e isolamento sociale. Generalmente, in questi casi è previsto un sussidio sociale, ma se la condizione permane, se quindi la persona non riesce a trovare lavoro per un periodo medio-lungo, allora i servizi sociali cercano di far luce sui motivi alla base della difficoltà della persona di trovare, iniziare, mantenere un’attività lavorativa. Spesso le persone possono sentirsi sfiduciate, avere una bassa stima di sé e temere di fallire nuovamente. In questi casi il volontariato diventa un percorso di re-inserimento in attività occupazionali, che richiedono il rispetto degli orari, dei ruoli, ma allo stesso tempo consentono alla persona di cimentarsi su una dimensione completamente nuova. Nel volontariato, infatti, l’unico tornaconto previsto è la soddisfazione personale.

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Rotterdam, we volunteer, we learn

Un altro esempio di questo tipo è quello della “tavola per 7” un’associazione, fondata da una signora olandese circa una decina di anni fa, rivolta all’integrazione delle donne straniere. In questo caso le donne hanno la necessità di imparare l’olandese, ma per prima cosa devono “uscire di casa”. Ester, la fondatrice, ha quindi pensato di valorizzare una capacità di queste signore: saper cucinare. E’ visto, come lei stessa sostiene che la cucina olandese non è molto invitante, ha chiesto a queste giovani donne di insegnarle dei piatti tipici del loro paese. Il risultato di questa esperienza è stata la nascita di questa piccola associazione, grande quanto un appartamento, ma veramente molto accogliente, dove abbiamo cenato e incontrato queste fantastiche signore, che hanno trovato un posto dove sentirsi a casa.

Infine, in linea con l’obiettivo specifico del convegno, questo modo di pensare al volontariato consente di allargare la visione di questa attività come strumento per acquisire conoscenze certificabili in ambito formativo e lavorativo. Si prevede di implementare il modello di Curriculum Vitae Europeo con alcuni campi relativi alle attività di volontariato, che, anche se non specializzate, sono indice di affidabilità, rispetto degli orari, costanza e attenzione nello svolgimento delle mansioni.

Ringraziamo quindi il Ciessevi (Centro Servizi per il volontariato) e gli amici europei per averci invitato a condividere questa bellissima esperienza, che ha consentito di affacciarci su un nuovo modo di fare volontariato.

Laura Faraone

Chi fosse interessato al volontariato può rivolgersi all’associazione “Il Gabbiano – Noi come gli altri in via Ceriani, 3. Oppure può contattare il Centro Ascolto dell’Associazione (Tel. 02 48911230 – Orario: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13).

Il Gabbiano ha aderito al circuito bimbì e fa informazione e cultura su handicap e volontariato. 😉

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