Intorno alla bellezza

Rosa della Fattoria
Rosa della Fattoria. Uno scatto donato da una mamma

 
di Silvana SperatiFattoria delle ginestre, per una rinnovata cultura dell’infanzia

La bellezza è necessaria. A noi tutti, anche e soprattutto ai bambini. Naturalmente: cioè secondo natura. Il lusso, invece, è superfluo. Ciascun individuo se è inserito in un contesto armonico, piacevole e curato prova una sensazione di immediato benessere. Un benessere che rende subito la sua azione più rilassata, la sua relazione con gli altri più mite, la sua disposizione ad interagire con l’ambiente circostante fino ad accoglierne le sollecitazione più ampia. Al contrario un ambiente confuso, poco curato, non armonico, brutto, ci causa una sensazione di malessere e di forte disagio. Spesso andiamo ad operare una sorta di “difesa percettiva” per cui succede che dopo un po’ è come se “non vedessimo” il luogo dove siamo. Operiamo, quindi, una forma di “isolamento” per non soffrire troppo. Questo avviene anche rispetto alle sollecitazioni che investono gli altri sensi: ci abituiamo al rumore assordante fino a non sentirlo più ed – anzi- a stupirci o impaurirci quando incontriamo il silenzio.

Gli inquinamenti e le puzze diventano talmente quotidiani che gli aromi naturali e le essenze diventano impercettibili o addirittura causa di allergie. Il nostro palato, abituato a cibi troppo industrializzati, si insospettisce e non riconosce una marmellata fatta in casa. Gli esempi quotidiani potrebbero essere molti, ma invito ciascuno di voi ad estrarli dalla casistica di ogni giorno. Io credo che non si possa e non si debba essere insensibili verso questi problemi e supporre che bastino un paio di scarpe griffate per riequilibrare un bisogno profondo di bellezza che riguarda tutti noi. Inoltre vorrei invitare – senza suscitare allarmismi o dispiaceri, ma proprio perché è necessario riflettere e farsi delle domande – chi ha dei figli, oppure si occupa professionalmente di bambini ad osservare, anche dal punto di vista estetico e delle stimolazioni sensoriali, gli spazi che accolgono quotidianamente i bambini: le aule scolastiche, i bagni ed i refettori , le palestre, i vari locali vissuti per i compleanni o momenti di svago, fino ai centri commerciali che troppo spesso costituiscono una fetta importante della loro esperienza. Come sono questi spazi ? Che stimoli vi può raccogliere un bambino ? Che tipo di accoglienza possono offrire ?

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© matka_Wariatka

Credete non sono domande inutili e neppure superflue, stante la forte relazione che essi hanno sul vissuto, sulle esperienze del quotidiano e sulla strutturazione stessa della personalità. Ma se iniziamo ad avere dei dubbi e ad avvertire delle “necessità altre” forse possiamo domandarci: come si può fare a circondarsi maggiormente della bellezza e soprattutto quanto costa ? Vorrei dire che non costa nulla se si è abituati ed educati a riconoscerla. La bellezza ci viene incontro in infinite modi. Prima di tutto nella natura. O, meglio, nei brandelli di natura che la inconsistenza umana ha tollerato. Avete notato come i colori e le forme in natura sono sempre accostate con estrema piacevolezza ? In natura non vi è disarmonia o disequilibrio: tutto ha un senso ed una giustificazione.

© Grischa Georgiew - Fotolia.com
© Grischa Georgiew – Fotolia.com

Colori, temperature, variazioni, atmosfere, profumo, aromi … Credo si debba partire proprio da questo. Nel creare, a cominciare proprio dai bambini, occasioni costanti per “vivere la natura”. Non un contatto fugace ed utilitaristico, ma uno “stare” accompagnato da un osservare (che è diverso dal vedere), un assaporare ed un godere la natura. Queste abitudine vanno trasmesse dagli adulti responsabili della educazione dei bambini. Per me, che vivo in campagna, è evidente come spesso le persone non hanno invece la minima abitudine a tutto questo. Considerano la natura una sorta di luogo defatigante, anche da invadere per la troppa fretta. Il prendersi tempo viene scambiato con un perdere tempo e così non fanno altro che rimanere in una costante dimensione di ansia che si trasferisce ai più piccoli. Occorre fare altro, cambiare le priorità ed i valori. Allora veramente si riuscirà a godere e ad essere felici per il colore meraviglioso del cielo, per il miracolo delle fioriture, per l’aroma dell’aria che cambia nelle stagioni, per un frutto che il contadino ci dona dal suo albero. Tutto questo non è “di più”, ma è la Vita.

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