Libreria dei Ragazzi, Gianna e Roberto Denti passano il testimone al Castoro

La comunicazione mi arriva subito dopo la newsletter non richiesta di un’azienda che promuove il suo inutile prodotto in esclusiva, scontato del tot % e con spese di spedizione gratis. Maledette cavallette, sapeste come vi cancello prima di leggervi. Chiudo tutti i social, che saranno anche importanti, ma insomma. Chiudo la mail. Sposto il telefonino per non vedere  la lucina rossa che lampeggia. Forse non ho letto bene. Allora rileggo. E poi mi disconnetto da tutto perchè questa non è una notizia, è un momento di vita. Lo voglio respirare in tutte le sue sfumature, comprese quelle amare. La Gianna e Roberto si ritirano dalla Libreria dei Ragazzi (leggi qui) e la lasciano alla Casa editrice Il Castoro, che comunque da sei anni deteneva già una quota importante. Leggo e rileggo la comunicazione cercando di cogliere il paesaggio di sensazioni dentro di me e il rischio della retorica. Avverto la consapevolezza che niente dura per sempre e che è naturale a un certo punto decidere di passare la mano. Sento che un’idea vincente come la Libreria dei Ragazzi, la prima in assoluto, con quegli scaffali che dai primi anni Settanta sono a misura di bambino, resta in buone mani. Vedo che oltre ad essere stati maestri nel puntare sui bambini senza cedere a derive mercantili, Gianna e Roberto hanno saputo scegliere compagni di strada in grado di garantire continuità. Quarant’anni fa era difficile perchè i bambini non erano considerati, neanche in teoria, come soggetti portatori di diritti (pensate quale assoluta  follia decidere di aprire una libreria per bambini!). Ma oggi lo è ancora, perchè rischiano di vedersi scippare l’opportunità del contatto con se stessi, bombardati come sono di modelli, stereotipi e impulsi.

Non è che serva e basta: una Libreria dei Ragazzi come quella realizzata da Gianna e Roberto è proprio indispensabile. Serve oggi come allora promuovere, attraverso l’ipotesi lettura, quella presenza che abbia come effetto la nascita e lo sviluppo dello spirito critico. Dopodichè: poche balle, la tristezza (mia) c’è e non la rimuovo. Perchè dovrei? E’ troppo tempo che ce la raccontiamo, porca miseria, non posso far finta di niente e passare ad altro.

Gianna, Roberto, un abbraccio e a presto per un saluto. Grazie per il modello che avete promosso (e anche per l’amicizia). E naturalmente in bocca al lupo al Castoro per questo nuovo, importante passaggio.

Giampiero Remondini – @GiampRem

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