La luna e gli scarabocchi

Se arriveranno le autosegnalazioni le accoglierò con piacere, ma nei prossimi giorni a Milano ci sono due spettacoli di cui vorrei parlare anch’io, pur senza averli visti. Leggendo i rispettivi comunicati vedo che hanno sullo sfondo il comune denominatore della diversità. Il primo s’intitola  “Voglio la luna” (6 minuti su youtube), è del Teatro Pirata in collaborazione del Gruppo Baku, e va in scena domenica 25 novembre al Pime, nella rassegna del Teatro del Buratto. Il protagonista, Fabio, si accorge una notte che la luna è entrata nella sua cameretta con un soffio di vento. Così, solo per andare a trovarlo. Ma quando la luna viene a trovarti, non è così semplice, poi, accettare che se ne vada. Questa visita ha reso infatti Fabio talmente felice che adesso lui rivuole la luna a tutti costi… e infatti dopo mille peripezie riesce a prenderla. Già, ma si può essere felici da soli a danno di tutti gli altri? A questo tema, di per sè già stimolante per i bambini di 4/8 anni, si aggiunge il fatto che Fabio è un ragazzo affetto da sindrome di down. Mi piace sottolineare non solo l’opportunità che il Teatro Pirata ha dato a Fabio di esprimere una potenzialità, ma ancora di più il beneficio che la compagnia stessa ritiene di aver ricevuto:

“Fabio ha uno sguardo aperto al mondo come quello dei più piccoli e la capacità di credere che se si vuole davvero qualcosa sia possibile ottenerla. Per questo non poteva essere che lui l’unico interprete di questa storia, che in sé racchiude il senso più profondo della nostra operazione: rendere una cosa impossibile possibile”. 

Nessun pietismo, quindi, ma la scelta pensata, voluta, del miglior interprete possibile per un certo ruolo. La storia è accompagnata da musica dal vivo e da scene di teatro di figura (ombre e pupazzi). 

L’altro spettacolo s’intitola “Kish-Kush tracce di un incontro” (9 minuti su youtube) ed è in programma sabato 1 dicembre alle 18 presso Presso Coperte Strette – Orizzonti Teatrali in Viale Isonzo 8. Il Teatro Distinto affronta il tema della diversità linguistica, della difficoltà di comunicare e capirsi con le parole. In scena i due attori protagonisti sono separati in diagonale da un lenzuolo di carta. Prima comunicano con suoni e ombre, poi riescono ad abbattere il muro che li divide. Le differenze tra loro per fortuna restano… ma ci sono anche sapori nuovi da scoprire, parole nuove ad imparare, spazi che, vivendo insieme, vanno ridefiniti. Youtube restituisce la sensazione di uno spettacolo molto suggestivo (per bimbi dai tre anni), che racconta la ricchezza dello scambio, che non diventa mai rinuncia a sè stessi, ma occasione di arricchimento e superamento del pregiudizio. Kish Kush in lingua ebraica significa scarabocchio. Informazioni al tel. 0255199977 o a info@copertestrette.com

@GiampRem

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