La lettura, 2 gennaio 1932: Ciao bambini, mi chiamo Marie-Thèrése, ma voi potete chiamarmi Maria

– evocazioni + cultura per l’infanzia = informazione partecipata. Questa pagina è stata acquistata da Ad Artem per promuovere la propria attività culturale. Qui l’accento è sui bambini, per promuoversi non basta spendere, bisogna soprattutto avere qualcosa da dire. Solo con queste modalità.

Ciao bambini, mi chiamo Marie-Thèrése, ma voi potete chiamarmi Maria. Sono nata in Francia più di 100 anni fa e, quando vivevo ancora a Parigi con la mamma, ho incontrato un pittore famosissimo di nome Pablo Picasso. Era nato in Spagna, ma da molto tempo era venuto a vivere in Francia e, appena l’ho visto, mi sono subito innamorata di lui. Poco tempo dopo ci siamo fidanzati e lui ha voluto dipingermi in molti dei suoi quadri. Come dite? Pensate che io sia un po’ strana? Addirittura un’aliena? Ma no!!! E’ solo che Pablo amava cambiare la realtà quando la dipingeva nei suoi quadri, preferendo usare la fantasia invece di limitarsi a copiare quello che vedeva. Ecco perché qui ho la pelle viola e il naso verde. Certo, anche il mio volto ha una forma un po’ particolare ma, provate a capire perché sembra una mela. Volete un aiutino? Bene, allora ditemi se il mio volto è di fronte o di profilo…non è una risposta facile, vero? Provate a coprire la metà sinistra della mia faccia…allora?? Bravissimi: è proprio un profilo. Provate, ora, a guardare la mamma, il papà, la nonna, insomma, chi volete, di profilo: quante guance vedete? Solo una, giusto? Bene, Pablo voleva rappresentare anche quello che l’occhio non vedeva ma che il cervello sapeva che c’era e quindi, in questo quadro, ha deciso di “aprire” la mia faccia, come se fosse un libro, in modo da vedere contemporaneamente tutti e due i miei profili. Ma ora guardatemi bene bene, perché il mio braccio destro…beh, diciamo che non è proprio nel posto giusto…e che dire della spalla? E il collo? Mi sono appena accorta che Pablo non mi ha dipinto il collo. Sembra che si sia divertito a smontarmi e a rimontarmi, dimenticando qualcosa e mettendo qualcos’altro al posto sbagliato!

Come, come?? Pensate che mi sia arrabbiata quando mi sono vista ritratta in questo modo? Neanche un po’!!! Perché? Perché Pablo è riuscito a raccontare tante cose di me che vanno oltre il mio aspetto. Vedete che tipo di linee ha usato? Sono quasi tutte curve: già perché io sono solare, gioiosa, dolce e sensibile…ah, quanto mi conosceva bene il mio caro Pablito!!

A cura di Ad Artem

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